Manta: Parziali condanne

Processo per il cantiere di via Garibaldi

Un mese di reclusione ed oltre 5 mila euro di ammenda, pena sospesa per la condizionale. E’ quanto ha deciso il giudice del Tribunale di Cuneo per Giuseppe Degiovanni, entrambi difesi dagli avvocati Antonio Morone e Adele Sangrigoli, parzialmente condannati per gli abusi edilizi sul cantiere di via Garibaldi, cioè l’ampliamento e la sopraelevazione dell’ex studio del geometra Bruno Giuliano. Si tratta rispettivamente della proprietaria del sito e del responsabile dell’impresa edile. Il processo si è concluso il primo giugno.
«Per i nostri clienti – spiega Morone – il capo di imputazione era diviso in due parti: sono stati assolti perché il fatto non sussiste per la parte sui lavori non conformi al permesso di costruire del 2012, poi oggetto di varianti e prorogato. La parziale condanna, invece, c’è stata per quanto riguarda l’inizio del cantiere oltre la scadenza del termine del permesso».
I legali insieme agli assistiti valutano la possibilità di un ricorso in Appello. «Accogliamo con favore – aggiunge l’avvocato - il pronunciamento del giudice sull’assenza di responsabilità degli assistiti su parte del capo di imputazione, mentre vogliamo leggere con attenzione le motivazioni della sentenza per quanto riguarda l’altra, che è sicuramente una questione controversa. Ci confronteremo al più presto con i clienti».
L’area di via Garibaldi ora è stata dissequestrata, ma non è probabile una ripresa del cantiere anche perché sulla vicenda è ancora aperto un fascicolo per questioni burocratico-amministrativi di fronte al Tar.
 

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