Saluzzo: La carità più grande è la preghiera

Il Vescovo sui 50 anni della Caritas

In occasione del 50° anniversario della Caritas Italiana, il Vescovo di Saluzzo mons. Cristiano Bodo, presidente della Caritas diocesana, propone una riflessione dal titolo “Fraternità contemplativa e Caritas”.

É necessario che in ogni epoca vi siano degli innamorati di Dio, con tutte le forze, amarlo unicamente, diventa la scopo fondamentale della vita dell’uomo, il primo e più grande comandamento!
É necessario che in ogni epoca vi siano dei “folli di Dio”, capaci di imitare e contagiare gli altri, capaci di contagiare gli altri per suscitare uomini e donne che cercano Dio e la realizzazione della loro vita.
Ecco, la Caritas promuove questo cammino attraverso la testimonianza del Vangelo, che si incarna nel tessuto della vita tra gli uomini.
Il primo ad attuare questo nella nostra Italia fu mons. Giovanni Nervi, dopo che Papa Paolo VI, istituì la “Caritas”, il quale scriveva: «la Caritas deve promuovere nella Chiesa la scelta preferenziale dei poveri, banco di prova per verificare quanto effettivamente la carità è presente nella Chiesa».
Sappiamo di dover essere una sfida al compromesso con la mentalità del nostro tempo, così materialistica, una sfida ad ogni mediocrità e misura riduttiva di vivere il Vangelo. Consapevoli di non essere sempre all’altezza di dare un buon esempio all’uomo di oggi.
Il Vangelo al centro del nostro cammino pastorale, alla luce della lettera pastorale: “Fraternità contemplativa”, diventa per la Caritas diocesana l’impegno di continua conversione, in uno stile di vita più sobrio e umile. Dilatando il nostro cuore in una smisurata capacità di amore verso Dio e verso il prossimo rendendoci fratelli e sorelle, padri e fratelli, di tutti gli uomini e donne.
Senza dimenticare che la più grande carità, anche se a volte ci dimentichiamo, è la preghiera che coinvolge tutta l’umanità e dà voce a Dio nel mondo.
Prima ho usato audacia, perché mi sembra quello che davvero meglio esprime la fortezza oggi necessaria per osare mettersi all’opposto della mentalità corrente.
Un filosofo contemporaneo afferma: «Il tempo della notte del mondo è il tempo della povertà, perché diviene sempre più povero al punto di non poter riconoscere la mancanza di Dio come mancanza» (Heidegger).
«Noi osiamo sperare, sperare tenacemente, mentre, piangendo, gettiamo nel solco la nostra piccola vita e attendiamo, come il contadino del Vangelo, di veder spuntare i germogli della nuova stagione… perché la carità è miracolo» (Madre Canopi).
La Caritas è il segno più vero della presenza di Dio nella vita del mondo, nella nostra società e nel mondo che grida: “Ho fame …”.
Promuoviamo una strada per far crescere il seme che dia un raccolto abbondante e doni all’umanità il necessario per vivere e attualizzare il Vangelo della carità nel nostro oggi.
Camminiamo insieme, nella fraternità, Vescovo e preti, suore e diaconi, cristiani e laici, per stimolare tutti alla solidarietà, e vivere il Vangelo per annunciarlo all’uomo del nostro tempo.
Auguriamoci un cammino fruttuoso.
Cristiano, Vostro Vescovo

 

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