Saluzzo: Intervista a Nando dalla Chiesa

"Uno spartiacque nella mia vita"

Sono passati 39 anni dall’agguato mafioso in cui vennero uccisi il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, allora prefetto di Palermo, la moglie Emanuela Setti Carraro, l’agente di scorta Domenico Russo. Erano le 21.15 del 3 settembre 1982, dalla Chiesa aveva 62 anni.
Pochi giorni prima di essere ucciso aveva detto: «Mi mandano in una realtà come Palermo con gli stessi poteri del prefetto di Forlì, se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi, non possiamo delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonesti».
Abbiamo sentito il figlio del generale prefetto, il prof. Nando sociologo e scrittore, su quel tragico giorno e le sue implicazioni.
3 settembre del 1982 come ricorda quel giorno?
Lo ricordo come lo spartiacque della mia vita nel senso che l’ha cambiata con l’urto doloroso della notizia, il trovarmi davanti a delle responsabilità che dovevo decidere se assumere o meno per dare giustizia a mio padre, per cercare la verità e di trascinarci dentro la mia famiglia. Dopo quasi quarant’anni lo vedo come una prospettiva di vita: ovviamente ricordo tutto, la partenza per Palermo, i funerali a Palermo e a Milano e poi tutto quello che si è dovuto fare per avere una parte importante, comunque di giustizia rispetto ad altri processi.

L’intervista completa sul Corriere in edicola

 

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