La parola del Papa

Il cammino della felicità

Mercoledì 6 ottobre tema della catechesi di Papa Francesco ancora dalla lettera ai Galati: Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi

“La libertà è un tesoro che si apprezza realmente solo quando la si perde. Per molti di noi, abituati a vivere nella libertà, spesso appare più come un diritto acquisito che come un dono e un’eredità da custodire. Quanti fraintendimenti intorno al tema della libertà, e quante visioni differenti si sono scontrate nel corso dei secoli!
Nel caso dei Galati, l’Apostolo non poteva sopportare che quei cristiani, dopo avere conosciuto e accolto la verità di Cristo, si lasciassero attirare da proposte ingannevoli, passando dalla libertà alle schiavitù: dalla presenza liberante di Gesù alla schiavitù del peccato, del legalismo e così via. Anche oggi il legalismo è un problema nostro, di tanti cristiani che si rifugiano nel legalismo, nella casistica. Paolo invita quindi i cristiani a rimanere saldi nella libertà che hanno ricevuto col battesimo, senza lasciarsi mettere di nuovo sotto il «giogo della schiavitù» (Gal 5,1). Egli è giustamente geloso della libertà. È consapevole che alcuni «falsi fratelli» - così li chiama – si sono insinuati nella comunità per «spiare – così scrive – la nostra libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi» (Gal 2,4), tornare indietro, e Paolo questo non può tollerarlo. Una predicazione che dovesse precludere la libertà in Cristo non sarebbe mai evangelica: sarebbe forse pelagiana o giansenista o cosa del genere, ma non evangelica. Non si può mai forzare nel nome di Gesù, non si può rendere nessuno schiavo in nome di Gesù che ci rende liberi. La libertà è un dono che ci è dato nel battesimo.
Ma l’insegnamento di San Paolo sulla libertà è soprattutto positivo. L’Apostolo propone l’insegnamento di Gesù, che troviamo anche nel Vangelo di Giovanni: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (8,31-32). Il richiamo, dunque, è anzitutto quello di rimanere in Gesù, fonte della verità che ci fa liberi. La libertà cristiana, quindi, si fonda su due pilastri fondamentali: primo, la grazia del Signore Gesù; secondo, la verità che Cristo ci svela e che è Lui stesso.
Anzitutto è dono del Signore. La libertà che i Galati hanno ricevuto – e noi come loro con il battesimo – è frutto della morte e risurrezione di Gesù. L’Apostolo concentra tutta la sua predicazione su Cristo, che lo ha liberato dai legami con la sua vita passata: solo da Lui scaturiscono i frutti della vita nuova secondo lo Spirito. Infatti, la libertà più vera, quella dalla schiavitù del peccato, è scaturita dalla Croce di Cristo. Siamo liberi dalla schiavitù del peccato per la croce di Cristo. Proprio lì dove Gesù si è lasciato inchiodare, si è fatto schiavo, Dio ha posto la sorgente della liberazione dell’uomo. Questo non cessa di stupirci: che il luogo dove siamo spogliati di ogni libertà, cioè la morte, possa diventare fonte della libertà. Ma questo è il mistero dell’amore di Dio: non lo si capisce facilmente, lo si vive. Gesù stesso lo aveva annunciato quando disse: «Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo» (Gv 10,17-18). Gesù attua la sua piena libertà nel consegnarsi alla morte; Egli sa che solo in questo modo può ottenere la vita per tutti.
Paolo, lo sappiamo, aveva sperimentato in prima persona questo mistero d’amore. Per questo dice ai Galati, con un’espressione estremamente audace: «Sono stato crocifisso con Cristo» (Gal 2,19). In quell’atto di suprema unione con il Signore egli sa di avere ricevuto il dono più grande della sua vita: la libertà. Sulla Croce, infatti, ha inchiodato «la carne con le sue passioni e i suoi desideri» (5,24). Comprendiamo quanta fede animava l’Apostolo, quanto grande fosse la sua intimità con Gesù e mentre, da un lato, sentiamo che a noi questo manca, dall’altro, la testimonianza dell’Apostolo ci incoraggia ad andare avanti in questa vita libera. Il cristiano è libero, deve essere libero ed è chiamato a non tornare a essere schiavo di precetti, di cose strane.
 

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