Savigliano: Il vax scettico Cristian Atzori

Diffida dal concetto di “fiducia nella scienza” come atto di fede dogmatico senza contraddittorio

Ha scelto di non vaccinarsi, perché?
In sintesi: perché alle condizioni attuali e valutando un calcolo dei rischi/benefici specifico sulla mia persona, grazie all’aiuto di amici medici, ritengo che per me non sarebbe di alcun beneficio.

Non si è vaccinato perché non crede nella scienza e non ha fiducia nelle istituzioni?
Preferirei scorrelare i due quesiti:
-  utilizzo il metodo scientifico e le sue applicazioni tecniche ogni giorno: per questo motivo diffido da chi pretende di usare la leva  della ‘fiducia nella scienza’ come atto di fede dogmatica, su cui sia proibito argomentare, confrontarsi e chiedere chiarimenti. E’ proprio il metodo, basato sull’osservazione di dati empirici, condivisi, verificabili ed esperimenti ripetibili a creare a mio avviso la distinzione tra scienza e superstizione.
Condurre un esperimento celando i suoi dati o, ancor peggio, falsificandoli o rendendone impossibile la verifica e la condivisione trasparente, divulgarli in parte e interpretarli facendo passarre come costanti degli elementi variabili, ed unici per loro natura, e’ il peggior modo per pensare di ottenere poi ‘fiducia’.
- venendo ora alla seconda parte della domanda sono fermamente convinto, come tanti medici che ho l’onore di conoscere da anni,  che la conduzione dell’emergenza dichiarata non sarebbe potuta essere peggiore di così. Troppe contraddizioni, inspiegabili impedimenti nel cercare di dare una spiegazione al fenomeno sia tramite le autopsie (meticolosamente evitate sino ad aprile 2020, e ancora oggi molto ridotte pure come accertamento negli incidenti sul lavoro) che osservando l’esperienza delle terapie domiciliari precoci hanno, a mio avviso, minato in modo molto profondo la credibilità di chi ha gestito i protocolli sanitari nazionali dal gennaio 2020 ad oggi.
La maggioranza dei medici che conosco sono rimasti letteralmente indignati per il ricorso (vinto in aprile 2021) contro le terapie domiciliari promosso dal ministro della salute e da Aifa, per continuare a proporre paracetamolo e vigile attesa, negando di fatto il diritto al medico di agire secondo scienza e coscienza nella scelta delle terapie più opportune per ciascun paziente.

 Lei pensa che la scelta di chi si è vaccinato sia stata “forzata”?
Distinguerei tra i casi che mi appaiono più frequenti.
Conosco e frequento persone che hanno scelto di farsi iniettare i farmaci oggi proposti.
Alcune tra loro hanno speso del tempo per tentare di informarsi e scegliere, tra  i farmaci autorizzati, quello che ritenevano più efficace e/o sicuro, e sono andate negli hub in totale libertà.
Altre hanno vissuto questo atto come una via di fuga dal timore di ammalarsi che condizionava ogni loro azione, dopo mesi di isolamento (determinato dai lockdown o autoimposto).
Purtroppo ho conoscenza diretta di molte altre che si sono sentite letteralmente ricattate, soprattutto per motivi di lavoro: poiché sanitari sotto la legge 76-2021 o costretti a sottoporsi ai test rapidi ogni 48h. Si è creata una forte discriminazione tra chi era capace di tollerare l’assenza di stipendio (sino al 31 dicembre 2021 (come previsto dal DL 44-2021, divenuto legge 76) e sostenere la spesa dei test, rispetto a chi non aveva la possibilità di ridurre o azzerare le proprie entrate.


Non ha paura del virus? E di contagiare qualcuno?
Dopo un periodo di disorientamento sulle modalità di contagio, condiviso con molte altre persone, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza il 31/01/2020, ho cercato di approfondire tutti i dati rilasciati, soprattutto quelli dell’ISS e in altri paesi. Mi sono chiesto, e continuo a farlo ancora oggi, come mai e’ stato comunque permesso lo svolgersi di Sanremo 2020 senza particolari modalità di controllo e non venissero attuate misure di isolamento/quarantena sui voli provenienti dalla Cina (verbale nr.4 del 14 febbraio 2020), ed ho osservato con attenzione gli studi pubblicati secondo cui questo virus circolasse già dal 2019. Tesi sostenuta nel settembre 2020 anche dal virologo attuale presidente di Aifa, 
Diversi esperti (in un dibattito certamente non unanime) hanno obiettato la natura ben poco epidemica sulla velocità di diffusione e nelle modalità di contagio, evidenziando in particolare i casi di conviventi che non risultavano positivi ai test PCR pur dopo giorni di permanenza a stretto contatto con persone risultate positive e sintomatiche, anche ricoverate.
E’ evidente che nella popolazione esistono individui meno propensi di altri a sviluppare l’infezione. 
Ho vissuto otlre 20 anni a Torino, da maggiorenne, senza mai vedere il medico di base che mi era stato assegnato, e non ricordo di esser rimasto a letto per un’influenza da almeno 15 anni. Ho un gruppo sanguigno 0+, non assumo abitualmente farmaci e, per fortuna, non ho patologie croniche rilevabili. Ritengo dunque, come confermato dai medici che conosco, di rientrare in quella che ISS e CDC hanno definito come categoria a rischio molto basso.
Riguardo i contagi ritengo ci sia stata una pesantissima distorsione nella narrativa mediatica sin dall’inizio della dichiarazione dell’emergenza, insinuando la credenza che i soggetti asintomatici possano rappresentare un rischio rilevante nella diffusione dei contagi.
Nel verbale nr. 8 del 24-febbraio-2020 il CTS ha ribadito che in assenza di sintomi non vi fosse alcuna giustificazione nel condurre i test molecolari PCR.
Tra il 14 maggio 2020 ed il 1 giugno 2020 e’ stato condotto uno screening su quasi 10 milioni di individui da cui e’ emerso che vi e’ una scarsa evidenza sulla possibilità che il soggetto asintomatico possa essere fonte di contagi. Pubblicato su Nature, con il titolo “Post-lockdown SARS-CoV-2 nucleic acid screening in nearly ten million residents of Wuhan, China”
https://doi.org/10.1038/s41467-020-19802-w
Il dr. Anthony Fauci il 28-8-2020 ha ribadito pubblicamente che gli asintomatici non sono fonte di contagio rilevante. Questo e’ stato nuovamente ribadito dall’OMS anche nel 2021, in merito alla dubbia utilità di condurre test su soggetti asintomatici.  Inoltre, e questo ritengo sia un aspetto fondamentale, il 9 Luglio 2020 l’OMS ha pubblicato un report dal titolo “Transmission of SARS-CoV-2: implications for infection prevention precautions” in cui ha ricordato come la rilevazione di una positività ai test PCR non sia di fatto indicativo sulla presenza di un virus capace di replicarsi, piuttosto che semplici frammenti incapaci di produrre infezione o contagio. Ad oggi mi risultano essere ancora ben pochi i laboratori in grado di dare conferma sulla reale capacità replicante del virus rilevato, mediante coltura cellulare.  
E’ inoltre acclarato che il numero di amplificazioni nel processamento dei test PCR sia ancora oggi privo di uno standard di riferimento, lasciando dunque aperta la possibilità di far risultare positive persone con carica virale bassa o riconducibile a semplici frammenti di RNA virale, a seguito di un numero di amplificazioni spinte ben oltre i valori consigliati dal produttore stesso dei macchinari e reagenti di processamento.
La CDC ha pubblicato un interessante report, il numero 70 del 30 Luglio 2021 “Outbreak of SARS-CoV-2 Infections, Including COVID-19 Vaccine Breakthrough Infections, Associated with Large Public Gatherings — Barnstable County, Massachusetts”. Questo ed altri studi analoghi pubblicati nel corso degli ultimi mesi hanno evidenziato che la carica virale riscontrabile nei soggetti vaccinati e’ del tutto analoga a quella nei soggetti non vaccinati.

Ritiene che il green pass sia uno strumento di libertà?
Ritengo sia la più eclatante ed ingiustificabile violazione dei diritti umani e costituzionali dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi in Italia.
Già nella sua forma originaria europea il DCC (EU Digital Covid certificate), cosi’ come delineato nel Regolamento (UE) 2021/953, comparando sullo stesso livello chi ha effettuato tamponi o test rapidi con chi ha ricevuto le dosi dei farmaci antiCovid, nasceva con il vizio della discriminazione tra l’asintomatici vaccinati e non, oltre a mettere sullo stesso livello di sicurezza presunta chi ha effettuato un test da meno di 48h con chi ha concluso un ciclo vaccinale che non può garantire il blocco dei contagi. Il regolamento europeo ed il Consiglio d’Europa, tra l’altro, si sono espressi sull’importanza di non discriminare chi ha scelto di non ricevere i farmaci anticovid.

Cosa direbbe a chi ritiene che il vaccino o il tampone siano il prezzo della libertà oggi?
Che lo scambio è totalmente iniquo ed irricevibile perché si fonda su assiomi viziati.

Cosa ne pensa della vaccinazione contro il Covid nei bambini?
La ritengo completamente ingiustificabile. In primis perché numerosi studi hanno già dimostrato che i bambini, e le scuole, non sono vettori rilevanti di contagio (e qui si potrebbe aprire una discussione anche sull’imposizione delle mascherine nelle scuole)
Suggerisco di leggere il World Journal of Pediatrics nell’articolo risalente al settembre 2020 “Why COVID 19 is less frequent and severe in children: a narrative review”
https://doi.org/10.1007/s12519-020-00392-y
Inoltre un chiaro articolo su Nature del 29 ottobre 2020: “Why schools probably aren’t COVID hotspots“ da cui trarre un’interessante bibliografia in merito.
https://www.nature.com/articles/d41586-020-02973-3
Nel novembre 2020 la SITIP (Società Italiana di Infettivologia Pediatrica) aveva decretato: "Un’ampia analisi di molti studi scientifici conclude che i bambini raramente sono i 'carrier', i vettori di Covid: si parla di un 8%. Per fare un confronto basta pensare che nell’epidemia di influenza aviaria H5N1 i bambini avevano, invece, portato l’infezione in famiglia in circa il 50% dei casi" 
Anche gli studi sui focolai nelle scuole, condotti a livello europeo, hanno evidenziato una scarsa capacità di trasmettere il virus.
Inoltre non comprendo la ratio nell’intervenire con un tale ritardo, e con farmaci che non hanno una base di dati sperimentali che giustifichino il rischio di includere i ragazzi ed i bambini in un obbligo o altre forme di vincolo (come il pass) che spingano le vaccinazioni su soggetti a basso rischio sia di infezione che di contagio.

 E se il vaccino diventasse obbligatorio?
E’ già stato imposto ai sanitari, molti di loro sono stati sospesi e privati del loro stipendio pur se in possesso di esenzioni ed esoneri. Se hanno avuto il coraggio di obbligare dei medici, chirurghi, anestesisti/rianimatori che si opponevano a questi vaccini con una preparazione universitaria e anni di lavoro negli ospedali, anche durante il covid, mi aspetto che arriveranno a costringere anche altre categorie di lavoratori e cittadini.
In tal caso sarebbe l’ennesima violazione dei diritti umani, aggravata dal fatto che siamo nel mezzo di una sperimentazione in cui nessun produttore, tra  i farmaci autorizzati dall’EMA, si è preso la responsabilità di garantire il blocco dei contagi (e la cronaca a riguardo lo dimostra anche su popolazioni vicine al 100% di copertura) o la possibilità di limitare gli effetti collaterali.
Inoltre ad oggi, come da triste tradizione nazionale, gli obblighi vengono imposti senza fornire il minimo supporto ai candidati, fornendo esami o screening volti ad evitare gli effetti peggiori.
Questa sperimentazione ha dato già ampie prove di portare a reazioni avverse, anche gravi, e decessi, cosi’ come evidenziato anche nei report Aifa.
Tra le tante forzature sui diritti alla libertà di scelta si infrange persino l’art.5 del Codice di Norimberga:
“Non si deve eseguire la sperimentazione se a priori si è a conoscenza che tale sperimentazione possa causare danni o morte. “

Ha contratto il Covid? Se sì in che forma?
Dal 2020 ad oggi non ho avuto neanche un raffreddore.
10.    Conosce persone che abbiano avuto effetti collaterali al vaccino? Se sì, quali?
A causa dell’attività nell’associazione e dei continui confronti con altre realtà analoghe, a livello nazionale, conosco molte persone che hanno avuto effetti collaterali,  sia per conoscenza diretta nella provincia di Cuneo che nel resto d’Italia.
Le reazioni correlabili per nesso temporale, e per frequenza, che posso citare come più ricorrenti tra quelli a me noti sono:
- problemi cardiovascolari di vario tipo, dagli infarti alle pericarditi e miocarditi anche su persone giovani e che conducevano attività sportiva regolare
- trombosi, con manifestazioni anche invalidanti agli arti inferiori e alla retina (perdita del visus anche totale)
- perdite di conoscenza improvvise, ho avuto la testimonianza di diversi episodi simili da parte di persone che non ricordavano nulla dell’episodio, come se avessero vissuto un blackout
- molti casi di emorragie, simili al ciclo mestruale ma ben più durature
- sono stati segnalati casi di perdita totale della funzione erettile
- sbalzi di umore con tendenza all’aggressività in persone di indole mite
Esistono ad oggi anche delle raccolte dati indipendenti, condotte da medici e farmacisti che si sono prodigati per catalogare quelle che venivano loro segnalate.
Sento di poter affermare che se a livello nazionale si fosse attuata una forma di vigilanza attiva i valori raccolti e diffusi nei report periodici sarebbero molto più alti di quelli attuali (comunque non trascurabili).

In merito ai lockdown selettivi (riservati ai non vaccinati) ritengo siano un’ulteriore esasperazione degli assurdi presupposti su cui già si fonda quello attuale:  non c’e’ alcuna garanzia che un ciclo vaccinale completo fermi o rallenti dei contagi, o che un asintomatico sia più pericoloso quando non ha un ciclo vaccinale. Questi sono assunti basati su una supposizione mai dimostrata, dunque ogni misura restrittiva che li usi come pretesto risulterà a molti come un attacco deliberato alle libertà individuali, ingiustificabile sotto il profilo sanitario.

 

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