Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Il mese del lupo

Con il plenilunio di gennaio, per i nativi americani “la luna del lupo”, inizia la stagione dell’accoppiamento (qui da noi posticipata ai primi di marzo), evento che coinvolge esclusivamente la coppia dominante del branco.
Proviamo a conoscere meglio il lupo, che dopo 100 anni di assenza a causa dell’uomo è tornato a ripopolare le nostre aree, un ritorno, è bene ricordarlo, avvenuto sulle proprie zampe, a dispetto delle leggende metropolitane che lo vogliono oggetto di reimmissione da parte dell’uomo.
Dopo 63 giorni di gestazione la femmina darà alla luce i piccoli (3-4 in media): all’interno di ogni branco, indipendentemente dalla consistenza numerica, esiste una sola unità riproduttiva che è la coppia alpha.
Per 2-3 settimane la madre allatterà i cuccioli in tana, poi quest’ultimi lasceranno il loro rifugio per continuare lo svezzamento alla luce del sole.
Si crea così, in prossimità della tana, il “sito di rendezvous”, punto di incontro tra i cuccioli e gli adulti del branco, primi fra tutti i genitori, che porteranno loro il cibo recuperato durante la caccia e che nei primi tempi verrà rigurgitato direttamente dalla mamma nella bocca dei piccoli.
Al termine dell’estate i giovani dell’anno inizieranno a seguire gli adulti nelle prime battute di caccia e così, in inverno, la consistenza del branco raggiunge l’apice, prima che i giovani vadano in dispersione alla ricerca di nuove aree da occupare e di un partner per creare un nuovo branco.
La dinamica della dispersione unita all’elevata mortalità dei piccoli e dei soggetti in dispersione esposti a molti rischi in quanto soli ed in territori ostili, fa si che i branchi mantengano in media sempre la stessa consistenza (4-5 soggetti): ecco perché l’aumento della popolazione avviene su larga scala con la colonizzazione di nuove aree, mentre localmente i branchi saranno composti sempre dal medesimo numero di soggetti.
Tra le cause di mortalità annoveriamo gli investimenti, il bracconaggio (si stimano 200-400 esemplari uccisi all’anno in Italia) e l’aggressione da parte di altri animali, inclusi i conspecifici.