Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Animali, ambiente e Costituzione

L’8 febbraio di quest’anno è stata una data storica per quanti (e dovremmo esserlo tutti) hanno a cuore l’ambiente e gli esseri viventi che lo abitano, animali inclusi:  il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva e sostanzialmente all’unanimità (468 voti a favore, 6 astenuti ed un solo contrario) quella che è stata definita una svolta green che ha portato alla modifica degli articoli 9 e 41 della nostra Costituzione, grazie ad integrazioni che hanno inserito un principio di tutela dell’ambiente e degli animali.
Nell’articolo 9 in cui si affermava che la Repubblica tutela la cultura, lo sviluppo e la ricerca scientifica, adesso sono stati inseriti pure l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, precisando inoltre che la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali, impedendo d’ora in poi che tale materia venga delegata a decreti ministeriali o alle Regioni.
Si tratta, ovviamente, di una novità importante che segue l’orientamento della normativa europea che nell’art. 13 del Trattato sul Funzionamento dell’UE precisa che l’Unione e gli Stati membri, poiché gli animali sono esseri senzienti, debbano porre attenzione totale alle necessità degli animali stessi: viene insomma riconosciuta dignità agli animali che non vengono più considerati alla stregua di cose.
L’articolo 41 della Costituzione, riguardante la libertà dell’iniziativa economica privata, viene ora integrato con la precisazione che tale attività non potrà svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente: parole talmente chiare che non richiedono ulteriori spiegazioni.
Se, come scrisse Gandhi, “la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”, allora siamo sulla giusta strada, pur con la consapevolezza che si tratta di un punto di partenza e che è richiesto l’impegno di tutti per proseguire nella corretta direzione.