In salute di Cristina Bosco

Dottore, devo prendere la vitamina C?

La vitamina C, o acido ascorbico, è una delle vitamine idrosolubili, quelle che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso alimentazione. È contenuta soprattutto in alcuni tipi di frutta e verdura come agrumi, fragole, kiwi, spinaci, broccoli, pomodori e peperoni. 
Per godere appieno dei benefici della vitamina C, questi alimenti devono essere conservati per 3-4 giorni e consumati crudi o poco cotti; infatti oltre a sciogliersi nell’acqua, la vitamina C è sensibile alle alte temperature. 
Questa vitamina è fondamentale per il nostro organismo perché partecipa a molte reazioni metaboliche e alla sintesi di aminoacidi, ormoni e collagene. Grazie al suo potere antiossidante neutralizza i radicali liberi pericolosi e stimola il sistema immunitario. Inoltre la vitamina C favorisce la formazione di dentina, partecipa alla formazione e rigenerazione del tessuto osseo, accelera la riparazione delle ferite e la guarigione delle ustioni. 
Il fabbisogno giornaliero di vitamina C è di circa 90 mg per gli uomini e di 70 mg per le donne, quota da aumentare in caso di gravidanza. 
La carenza di vitamina C provoca lo scorbuto, una patologia molto diffusa in passato tra i marinai che vivevano sulle navi e non si cibavano di cibi freschi per molti mesi. I sintomi dello scorbuto sono apatia, debolezza fisica, anemia, inappetenza, minore resistenza alle malattie infettive, sanguinamento delle gengive, caduta dei denti, dolori muscolari e disturbi digestivi. 
Un’assunzione eccessiva di vitamina C che può essere causata da una dieta sbilanciata o da un abuso di integratori, può invece generare problemi ai reni, con formazione di calcoli, o un’overdose di ferro dal momento che la vitamina C nè favorisce l’assorbimento. 
La vitamina C è quindi importantissima per il nostro benessere generale, ma è bene non abusare nella sua assunzione perché, come tutte le sostanze organiche, non è del tutto innocua.