Parole da conservare di Cetta Berardo

Fragole

Di sicuro le fragole di Jean Siméon  Chardin, pittore francese del 1700 sono le più costose della storia. La sua natura morta Cestino di fragole di bosco è stata battuto all’asta a Parigi per 23,4 milioni di euro. Bello, il dipinto lo è, perfetto nella tecnica e nella modernità del tratto, con la piramide di fragole posate su un cestino e accanto un bicchiere d’acqua La virtuosità del pittore è evidente nell’incredibile trasparenza dell’acqua nel bicchiere, nella rappresentazione della frutta, precisa e al contempo fluida. Ma la cifra supera ogni immaginazione, uno schiaffo alle tante povertà del mondo, ma così è. Bisogna prenderne atto.
Però le fragole non hanno colpa, loro si distinguono per profumo e colore, vivacizzano, sanno di primavera, portano una nota di allegria in tavola. Le fragole, che nella mia infanzia spartana, erano considerate una leccornia, riservata ai giorni di festa, oggi le associo a un film e a una poesia. Il film è Il posto delle fragole di Ingmar Bergman sul tema della memoria e del tempo, che si snoda attorno a un viaggio, fisico e esistenziale al contempo, alla ricerca delle radici del protagonista. Motore della trama è il sogno come teatro rivelatore delle insicurezze e delle angosce di un individuo giunto al momento dei bilanci della propria esistenza. 
La poesia, letta e studiata sui banchi di scuola, è Il gelsomino notturno di Pascoli, scritta in occasione delle nozze dell’amico Gabriele Briganti. Il componimento, esempio del simbolismo pascoliano, costruito su un alternarsi di detto e non detto e sulla corrispondenza tra elementi (oggetti, suoni, odori), abbozza al profumo delle fragole

Sotto l’ali dormono i nidi,/ come gli occhi sotto le ciglia./ Dai calici aperti si esala/ l’odore di fragole rosse. 

Una pennellata di natura, degna sì di un’asta.