Fermo immagine di Alberto Abbà

Minestrone indigesto

Si illumina lo schermo e si carica la pagina, che si aggiorna di continuo. Pare che non serva più sfogliare i giornali di carta per essere informati, roba del giorno prima. In un mondo che corre veloce in uno scroll e nulla trattiene il vecchio è questione di minuti.
Le aperture di questi giorni raccontano bombardamenti, città distrutte, carri armati e persone in fuga.
Il bollettino di guerra ha sostituito quello altalenante del covid che comunque resiste in alto.
Anche la tragedia dell’Italia fuori dai mondiali si è ritagliata il suo spazio.
Scivolando verso il basso l’allegria non aumenta. In una stessa striscia c’è Briatore che si lamenta per i cantieri sull’autostrada, una strage di professori bocciati ad un concorso, l’immagine provocante di una preside accusata di una relazione con un alunno.
“Non risponde a un controllo Inps: entrano in casa e la trovano mummificata”.
Morta la figlia di De Gasperi, Paolo Romani indagato, la saga dello schiaffo di Will Smith durante la notte degli oscar, l’ex senatore Razzi sul confine ucraino.
Un video ritrae una giovane ragazza in tempi sorridenti, ora massacrata e ritrovata in fondo ad un dirupo. Di fianco se ne sta colorata in evidenza la pubblicità di bocconcini per i gatti (che comunque costano di più delle scatolette di tonno). Lì vicino, anche la foto di un Abramovich avvelenato ha un suo senso macabro.
In questo frullatore quotidiano il pasto è sempre più indigesto. 
Una composizione delle pagine più bilanciata e rispettosa di quanto succede là fuori alleggerirebbe un poco lo stomaco. 
E se proprio la narrazione del brutto, nero, triste deve per forza avere la meglio (ragionando a suon di euro e click), che si inserisca almeno la pubblicità di un buon digestivo. 
Nella consapevolezza provata, che comunque, quello migliore, è fatto in casa.
albiabba@libero.it