La parola del Papa

Malta: un laboratorio di pace

Mercoledì 6 aprile Papa Francesco, nella catechesi settimanale, ha parlato del suo recente viaggio a Malta

Sabato e domenica scorsi mi sono recato a Malta: un viaggio apostolico che era in programma da tempo… ma rimandato per il covid e le sue conseguenze. Non molti sanno che Malta, pur essendo un’isola in mezzo al Mediterraneo, ha ricevuto prestissimo il Vangelo… Perché l’Apostolo Paolo fece naufragio vicino alle sue coste prodigiosamente con tutti quelli che si trovavano sulla nave, più di duecentosettanta persone.
Racconta il libro degli Atti degli Apostoli che i maltesi li accolsero tutti, e dice questa parola: “con rara umanità” (28,2)… Ho scelto proprio queste parole: con rara umanità, come motto del mio viaggio, perché lungo la strada da seguire non solo per affrontare il fenomeno dei migranti, ma più in generale perché il mondo diventi più fraterno, più vivibile, e si salvi da un “naufragio” che minaccia tutti noi, che stiamo – come abbiamo imparato – sulla stessa barca.
Malta è, in questo orizzonte, un luogo-chiave. Lo è anzitutto geograficamente, per la sua posizione al centro del Mare che sta tra Europa e Africa, ma che bagna anche l’Asia. Malta è una specie di “rosa dei venti”, dove si incrociano popoli e culture; è un punto privilegiato per osservare a 360 gradi l›area mediterranea. Oggi si parla spesso di “geopolitica”, ma purtroppo la logica dominante è quella delle strategie degli Stati più potenti per affermare i propri interessi estendendo l’area di influenza economica, o influenza ideologica o influenza militare: lo stiamo vedendo con la guerra. 
Malta rappresenta, in questo quadro, il diritto e la forza dei “piccoli”, delle Nazioni piccole ma ricche di storia e di civiltà, che dovrebbero portare avanti un’altra logica: quella del rispetto e della libertà, della convivialità delle differenze, opposta alla colonizzazione dei più potenti. Lo stiamo vedendo adesso. E non solo da una parte: anche da altre … Dopo la seconda guerra mondiale si è voluto porre le basi di una nuova storia di pace, ma purtroppo è andata avanti la vecchia storia di grandi poteri concorrenti. E, nell’attuale guerra in Ucraina, assistiamo all’impotenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Secondo aspetto: Malta è un luogo-chiave per quanto riguarda il fenomeno delle migrazioni. Nel Centro di accoglienza Giovanni XXIII ho incontrato numerosi migranti, che sono approdati sull’isola dopo viaggi terribili. Non bisogna stancarsi di ascoltare le loro testimonianze, perché solo così si esce dalla visione distorta che spesso nei mass-media si dà e si possono riconoscere i volti, le storie, le ferite, i sogni e le speranze di questi migranti.
Ogni migrante è unico: non è un numero, è una persona; è unico come ognuno di noi. Ogni migrante è una persona con la sua dignità, le sue radici, la sua cultura. Ognuno di essi è portatore di una ricchezza infinitamente più grande dei problemi che comporta. E non dimentichiamo che l’Europa è stata fatta dalle migrazioni.
Certo, l’accoglienza va organizzata, è vero, e prima, molto prima, va progettata insieme, a livello internazionale. Perché il fenomeno migratorio non può essere ridotto a un’emergenza, è un segno dei nostri tempi. E come tale va letto e interpretato. Può diventare un segno di conflitto, oppure un segno di ritmo. Dipende da come lo vediamo, dipende da noi. Chi a Malta ha dato vita al Centro Giovanni XXIII ha fatto la scelta cristiana e per questo lo ha chiamato “Peace Lab”: laboratorio di pace. Ma io vorrei dire che Malta nel suo insieme è un laboratorio di pace! Tutta la nazione con il suo atteggiamento, con il proprio atteggiamento, è un laboratorio di pace. E può realizzare questa sua missione se attinge la linfa della fraternità, della compassione, della solidarietà. Il popolo maltese ha ricevuto questi valori insieme con il Vangelo, e grazie al Vangelo potrà mantenerli vivi.
Per questo, come Vescovo di Roma, sono andato a confermare questo popolo nella fede e nella comunione. Infatti – terzo aspetto – Malta è un luogo chiave anche dal punto di vista dell’evangelizzazione.