Le nuvole parlanti

Corto Maltese

Corto Maltese, il celebre marinaio gitano dalle mille avventure, è nato editorialmente nel 1967. La storia debutta con Corto aggrappato ad una vela, alla deriva dopo un naufragio: sarà l’inizio di una mirabolante giostra di racconti diffusi in tutto il mondo e particolarmente in Francia dove il suo autore – il geniale veneziano Hugo Pratt – riceverà la Legion d’Onore per meriti culturali.
Successivamente Pratt, con i suoi splendidi acquerelli, racconta la genesi di Corto, che immagina amico di Jack London, mito dell’autore, dandogli un passato e una famiglia: sarebbe nato il 10 luglio del 1887 a La Valletta, capitale di Malta, da mamma gitana di Siviglia e padre britannico, marinaio giramondo morto – forse – al largo delle coste cilene.
In realtà Pratt ha voluto rendere omaggio alle sue origini veneziane: la nonna, racconta, era bellissima forse figlia di una gitana e il papà un giramondo finito in Abissinia negli anni del fascismo.
Per conoscere questi inizi di Corto è bello leggere – e gustare – i volumi “Corto Maltese, Memorie” e “Aspettando Corto”. Per conoscere invece Hugo Pratt, che con il suo personaggio è un tutt’uno, c’è la travolgente biografia “Le pulci penetranti” ripubblicata con il titolo “All’ombra di Corto”. 
«Hanno spesso scritto, detto, che Corto è un antieroe: perché? – ci disse Pratt – Forse perché all’eroe si attribuiscono valenze divenute negative come il senso dell’onore, della patria, della famiglia: io non credo assolutamente che questi siano valori negativi come ha deciso qualcuno. Dipende come ci si pone, dalla propria educazione, sensibilità, etica, cultura. Io penso a Corto Maltese come ad un individuo libero, libertario, ma sicuramente un eroe. Credo che il lettore più che identificarsi in lui si identifichi nell’avventura, nel racconto, nei luoghi e nelle persone che lui incontra. Corto è una specie di testimone oculare di quanto gli succede intorno e che trasmette di conseguenza al lettore che conduce quasi per mano dentro l’avventura».
Hugo aveva anche il vezzo di dichiarare, che Corto Maltese non era lui: perché lui era semplicemente lo zio del marinaio gitano. In realtà a conoscere Pratt si capiva subito quanto di lui ci fosse in Corto. L’interesse per il fumetto in Pratt nasce prestissimo: intorno ai 5 anni disegna di tutto dappertutto e qualche anno dopo passa a raccontare con le matite e i colori quello che vede e che ascolta in giro: sono le sue prime storie che si rifanno ai giornalini della Nerbini e ai film di Cleopatra e Tarzan che diventavano protagonisti, tutti insieme, di epiche saghe che Hugo mostra orgoglioso in famiglia.
Anni fa ci disse che la sua biblioteca contava trentamila volumi e sicuramente è andata aumentando. Un posto particolare nella libreria era dedicato alla collana “Romantica” dell’editrice Sonzogno sui cui libri Hugo ha fantasticato a lungo, tant’è che la considerava come la sua fonte ispiratrice privilegiata.
Corto Maltese nasce dopo numerose esperienze di Pratt nel fumetto: da Venezia all’Argentina, dal Brasile agli Stati Uniti e ritorno in Italia dove pubblica nel luglio del 1967 “Una ballata del mare salato” nella quale esordisce Corto Maltese per l’editore Fiorenzo Ivaldi di Genova che pubblica la rivista “Sergente Kirk” che si rifà al noto personaggio realizzato da Hugo in Argentina su testi di Oesterheld. è l’inizio di un fiume, un oceano, di avventure raccontate in molte riviste e in grandi libri affascinanti. 
Al termine di un incontro con Hugo Pratt, lui ci salutò ricordandoci che «nessuno potrà toglierci, mai, quello che abbiamo visto, goduto, nella nostra vita».