Fermo immagine di Alberto Abbà

Cartoline di ricordi

Di fianco al letto, su una mensola, appoggiate una all’altra. Se ne stanno lì a prendere polvere. Hanno resistito agli anni e alla tentazione di qualcuno di buttarle nella raccolta carta.
Oggi mi sono preso un tempo per riguardarle e leggerle, prima dal lato immagine, poi da quello delle parole.
Il formato classico, ma qualcuna irriverente spunta con una sagoma a forma di grattacielo o di gelato.
Bari, Minorca, Casablanca, Praga. New York, Brasil, Gerusalemme. Tanta Liguria. Rimini di notte. Una da Cuneo, a due passi da casa. 
La Guinness, le capre, spiagge assolate e montagne verdi. Luoghi di preghiera e costumi invisibili su corpi abbronzati. 
Il mio vecchio indirizzo, i francobolli, in lire e poi in euro, timbrati a partire dal 1982. 
Frasi studiate. Citazioni prese in prestito. Promesse mantenute. Il rinnovo di un’amicizia. La voglia di rivedersi per raccontarsi. Strade che si separano e richieste per il futuro. L’interpretazione di ogni parola e la rilettura, dieci, cento volte, nella speranza di scovare un’opportunità verso amori impossibili e nella disperazione di non trovarci nulla. I sintetici e quelli a corto di idee, che sporcano di inchiostro solo con il nome. Faticare a decifrare scritte e firme. Calligrafie che da infantili diventano più adulte con le stagioni che passano.
I compagni di scuola e del treno, il gruppo di S.Anna e del collegio universitario. La famiglia del ping pong e quella di casa. Amori veri o presunti. Le firme di coppie che non sono più. Ritrovarci visi attuali ed altri accompagnati dal “chissà adesso dove sono e cosa fanno”. Chi c’è. Chi ti spediva un momento felice. Chi se n’è andato. Chi nel proprio intimo tutto custodisce e protegge in silenzio. 
I ricordi, per durare e stare a portata di utilizzo, a che distanza devono stare e su che tipo di supporto?
albiabba@libero.it