Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Un selvatico in difficoltà: come mi comporto?

Con l’arrivo della bella stagione le strade rurali e di montagna sono più frequentate, così come le nostre valli ed i nostri boschi e così aumentano le interazioni tra l’uomo e gli animali selvatici e con esse le richieste di soccorso per soggetti incidentati o comunque in difficoltà, reale o apparente che sia.
Come faccio ad attivare i soccorsi? A chi mi rivolgo? Come devo comportarmi in attesa che arrivi il personale preposto?
Domande legittime alle quali è doveroso fornire una risposta al fine di accelerare i soccorsi, quando necessario, ed evitare inutili allarmismi quando non lo è.
Occorre innanzitutto distinguere tra un animale realmente ferito o palesemente sofferente e quello in apparente difficoltà, cioè con un comportamento anomalo o avvistato in un contesto non abituale, come ad esempio in ambienti troppo urbanizzati.
Nel primo caso si deve chiamare il Numero Unico per le Emergenze 112 e spiegare con calma cosa è successo: l’operatore deciderà in base a quanto riferito se allertare esclusivamente il soccorso sanitario (Servizi Veterinari delle ASL) o richiedere anche l’intervento di altri enti quali Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestale etc… Nel secondo caso, per evitare possibili inutili allarmismi, sarebbe meglio rivolgersi telefonicamente al Centro Recupero Animali Selvatici più vicino, che saprà aiutare a capire se l’animale ha davvero bisogno di aiuto: recuperare incautamente piccoli di cervo o capriolo e non solo, piuttosto che i soggetti giovani di alcune specie di uccelli, può spesso peggiorare la situazione! Meglio parlarne con chi è più esperto di noi.
Occorre infine ricordare che richiedere aiuto per un animale in difficoltà è moralmente doveroso da parte di tutti, ma diventa un obbligo nel caso in cui il richiedente sia responsabile di un incidente automobilistico, così come previsto dall’articolo 189, comma 9 bis, del Codice della Strada.