Parole da conservare di Cetta Berardo

Maschilismo

Il suffisso -ismo si trova in molti termini astratti per indicare movimenti, atteggiamenti, tendenze, comportamenti o azioni. Oggi nel linguaggio politico e non abbonda: sovranismo, europeismo, radicalismo, ostruzionismo, maschilismo ecc…Il suono non è armonico, il contenuto spesso ancor meno. 
Secondo l’enciclopedia Treccani, il termine maschilismo “coniato sul modello di femminismo, è usato per indicare polemicamente l’adesione a quei comportamenti e atteggiamenti con cui i maschi in genere, o alcuni di essi, esprimerebbero la convinzione di una propria superiorità nei confronti delle donne sul piano intellettuale, psicologico, biologico”. 
A volte è difficile riconoscere il maschilismo. Spesso, infatti, si nasconde sotto comportamenti a prima vista inoffensivi. La nostra stessa cultura lo alimenta e ce lo trasmette in piccole dosi quotidiane. Ma quelle piccole dosi, sommate l’una all’altra, costruiscono una visione d’insieme che continua a relegare la donna a un ruolo ancora subalterno nella società.
È un comportamento dalle radici così profonde che continua ad essere trasmesso e ritrasmesso in modo inconsapevole. Le donne si trovano ogni giorno a fare i conti con insinuazioni o atteggiamenti di discriminazione che a volte passano quasi inosservati, ma che lasciano ferite.
Spesso sento dire alle donne: “Dovresti curarti di più, se vuoi piacere agli altri”. Se la prima parte contiene un messaggio affettuoso, lo spronare la persona a volersi bene, la seconda contiene palesemente un messaggio “maschilista”. Il ruolo sociale della donna viene ridotto alla seduzione e le parole, che non sono mai neutre, minano l’amor proprio, l’autostima.  Come sono lente a morire certe frasi, non semplici stereotipi, ma riflesso di un radicato senso di maschilismo che aleggia intorno a noi.