Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

Aprirà al pubblico sabato 21 maggio alle 17, “Senza tetto. Gli invisibili”, il nuovo progetto espositivo firmato dal fotografo Aldo Galliano. La mostra, allestita nelle sale affrescate di Palazzo Mathis a Bra, attraverso una trentina di fotografie in bianco e nero intende proporre al pubblico uno sguardo sull’universo costituito da coloro che si trovano senza fissa dimora. 
I “vagabondi”, clochard o homeless, spesso definiti volgarmente “barboni”: oltre 500.000 persone che sopravvivono sul territorio italiano senza possedere una casa in cui risiedere né una famiglia, alle quali non resta che vivere di elemosina o di piccoli sussidi, trascorrendo le notti all’addiaccio o nei ricoveri improvvisati, ai margini della vita cittadina. C’è chi è stato obbligato a scegliere la strada dopo aver perso il lavoro, ma c’è anche chi ha scelto di vivere volutamente in solitudine, ed in entrambi i casi si tratta di persone che passano spesso inosservate, poiché la loro presenza non costituisce un elemento produttivo per la società e perché è più semplice discriminare pregiudizialmente ciò che non si conosce e, spesso, suscita paura.
Aldo Galliano, classe nel 1965, vive e lavora a Costigliole Saluzzo e da oltre vent’anni sperimenta vari linguaggi artistici, prediligendo dapprima la pittura, per poi scegliere la fotografia come sua unica forma espressiva, declinata in ritratti e scatti rubati alla strada.
La rassegna fotografica, visitabile sino al 19 giugno, offre molti spunti di riflessione su tematiche contemporanee; come afferma Galliano: «Una società si dovrebbe giudicare da come tratta i più vulnerabili, ma vi abbiamo fatto l’abitudine; vedere gente che dorme per strada sembra normale, come se dovesse essere per forza così». 
Orari: giovedì, venerdì e lunedì 9-12,30 e 15-18; sabato e domenica 9-12,30.

Le altre mostre

Dal 27 maggio, grazie alla preziosa collaborazione con la Fondation Beyeler di Basilea la Pinacoteca Agnelli di Torino propone “Pablo Picasso e Dora Maar”, un inedito progetto espositivo continuativo dedicato alla rilettura e riattivazione della sua collezione permanente attraverso le sue presenze e le sue assenze. Il progetto Beyond the Collection partirà ogni volta da un’opera diversa, mettendola in relazione con altre, provenienti da istituzioni internazionali. Il ritratto di Picasso Homme appuyé sur une table (1915-1916) conservato in Pinacoteca, viene messo in dialogo con la serie di ritratti di Picasso degli anni Trenta raffiguranti Dora Maar, provenienti dalla Fondation Beyeler. Insieme alle tele viene presentata anche una selezione di fotografie della stessa Maar. Tre grandi capolavori di Pablo Picasso, provenienti da una delle più prestigiose istituzioni del mondo, entrano in Pinacoteca per ampliare letture e interpretazioni e raccontare nuove storie. Il progetto espositivo porta alla luce Dora Maar non solo come soggetto della rappresentazione di Pablo Picasso, ma come artista centrale nella storia dell’arte del Novecento e importante punto di riferimento intellettuale per la pratica artistica di Picasso. 
Fino al 25 settembre. Orari: dalle 10 alle 19, eccetto il lunedì.

* * * * *
  
Nella sede di CAMERA - Centro per la Fotografia, in via delle Rosine, 18 a Torino, prosegue la mostra “Capolavori della fotografia moderna 1900-1940. La collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art di New York”, organizzata dal Museum of Modern Art di New York.
Il percorso espositivo presenta una selezione di 230 opere fotografiche della prima metà del XX secolo, capolavori assoluti della storia della fotografia realizzati dai grandi maestri dell’obiettivo, le cui immagini appaiono innovative ancora oggi. Accanto a scatti iconici di fotografi americani come Alfred Stieglitz e Edward Steichen e europei come Karl Blossfeldt, Brassaï e Henri Cartier-Bresson, la collezione Walther valorizza il ruolo centrale delle donne nella prima fotografia moderna, i capolavori della fotografia del Bauhaus, del Costruttivismo e del Surrealismo. Seguono le sperimentazioni futuriste di Anton Giulio Bragaglia e le composizioni astratte di Luigi Veronesi. 
Fino al 26 giugno.  Orari: dalle 11 alle 19.