Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

«Macchine del Tempo – Anni ‘80» è la mostra personale di Cesare Botto che ha preso il via sabato 28 maggio negli spazi espositivi della Fondazione Peano, in corso Francia 47, a Cuneo. 
Visitabile sino al 26 giugno, la rassegna è curata da Enrico Perotto e presenta la produzione dell’artista cuneese, classe 1939, realizzata negli anni Ottanta e caratterizzata da opere pittoriche astratte, i cui segmenti lineari scorrono nervosamente al disopra degli spazi bianchi dei supporti o si fondono con gli sprazzi trasparenti e armonizzati dei macchiati, che in questa fase ricorrono maggiormente, attraendo lo sguardo del fruitore grazie alla forza espressiva delle cromie, scelte in base alle loro gradazioni più variegate e coinvolgenti. Lavori in cui prevalgono gli accostamenti contrappuntistici dei toni primari e secondari più vivaci e si avverte una predilezione per l’estensione della gamma coloristica intermedia tra il chiaro e lo scuro, la luce e il buio, il giorno e la notte.
Nota firma contemporanea del genere astratto-informale, dopo gli esordi da autodidatta, negli anni Sessanta intraprende gli studi artistici a Cuneo ed entra in contatto con Ego Bianchi e Pinot Gallizio, quindi inizia un’importante carriera espositiva durante la quale aderirà ai gruppi Antischema, Filo Rosso e Pentamer. Da una primitiva figurazione di carattere geometrizzante, l’artista ha orientato il suo linguaggio verso l’arte informale, con apporti di sequenzialità modulari, calligrafismo fra rimandi storico-culturali costruiti con il rigore geometrico e l’ordine formale di pennellate con acrilici.
«Macchine del Tempo – Anni ‘80» segue le due precedenti omonime esposizioni dell’artista, realizzate nel 2011 e 2019 e dedicate rispettivamente alle realizzazioni pittoriche degli anni Sessanta e Settanta. Dal giovedì alla domenica dalle 16 alle 19.

Le altre mostre

Proseguono le proposte espositive firmate GrandArte. A Cuneo, in occasione dell’ inaugurazione del parco Parri è stata inaugurata la mostra “Meccaniche dell’esistenza”, con opere monumentali degli artisti Carlo D’Oria, Gabriele Garbolino Rù, Elio Garis, a cura di Roberto Mastroianni. La mostra sarà visitabile fino al 25 settembre, venerdì, sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Ad Alba, nella Chiesa di San Giuseppe, sino al 26 giugno è visitabile «L’ombra», rassegna dell’artista di origine catalana, ma che vive e lavora da oltre 25 anni tra Barcellona e Bologna, Joan Crous. 
Orari: lunedì-venerdì dalle 14.30 alle 17.30; sabato e domenica 10-13 e 14.30-18.30. 
Info: info@grandarte.it

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Pinot Gallizio, Mario Merz e Carol Rama sono i tre artisti ai quali è dedicata la mostra “Lunatici e visionari”, curata da Armando Audoli e recentemente aperta presso la Galleria del Ponte, Corso Moncalieri 3, a Torino. 
Visionari sono innanzitutto i chimismi cromatici e le alchimie materiche dell’immaginifico Pinot Gallizio (1902-1964), albese laureato in farmacia a Torino, autore al tempo stesso autoctono e di respiro europeo, capace di ibridare un personalissimo sperimentalismo di marca “esoterica” con le provocazioni della pittura industriale e l’impegno situazionista. Non meno visionaria è La notte di Carol Rama (1918-2015), pittura trasfigurata e schoenberghiana; oltre a La notte, quadro lunatico per definizione e carico di una spettrale tensione allucinatoria, altre due rare opere dello stesso anno ci fanno conoscere una Carol Rama meno nota, morbosa e anomala efflorescenza sbocciata nella serra artistica di Felice Casorati, ma in quel breve frangente del secondo dopoguerra oltremodo attenta al dettato picassiano. 
A un periodo precedente all’adesione al movimento poverista, appartengono altresì i lavori esposti di Mario Merz (1925-2003), ancora lontani da neon, igloo e serie di Fibonacci. Un Merz che ancora dipinge: autodidatta, irregolare, barbarico, violento, antinaturalistico, allusivo. In una parola: visionario. A Torino e in Piemonte, infine, ha trovato una sorta di patria d’elezione il giapponese Horiki Katsutomi (1929-2021), giunto in Italia alla fine degli anni Sessanta, al quale è dedicato un affettuoso ricordo. 
Fino al 16 luglio; orari: dal martedì al sabato, 10-12.30 - 16-19.30.