Vangelo

Il Vangelo della Domenica

dal Vangelo secondo Luca 9,11-17
In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare... (...)

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (C)

Oggi festeggiamo il dono grandissimo che il Signore, prima di salire alla destra del Padre, dopo aver compiuto la sua missione salvifica, ha lasciato alla sua Chiesa
È la festa della presenza che Dio, Gesù, ha sempre promesso all’umanità: di essere il Dio con noi. Sarò con voi fino alla fine del mondo. Il Dio innamorato della sua Creatura vuole rimanerci accanto e per questo la fantasia del suo cuore ha inventato molti mezzi e molti modi. È la Presenza del Salvatore, nel mistero della sua vita interamente data per noi, fino al sacrificio supremo, fino al perdono misericordioso che riapre le porte della gioia eterna, gioia di essere con lui e contemplare la sua bellezza, la bellezza del suo volto innamorato, la bellezza del suo volto splendente di ogni bontà. Questo è una caparra di ciò a cui siamo predestinati.
Oggi noi cantiamo le lodi di Colui che ci ha tanto amati. È giusto fermarci nel nostro cammino per gustare ed adorare il Signore; accogliere il mistero-sacramento in cui ci uniamo intimamente a lui, più intimamente di quanto possiamo unirci alla persona più amata.
Nel Vangelo abbiamo un’apertura, quasi una profezia di questo dono. La folla assetata della Parola, ma anche affamata con un corpo stanco, siamo noi; tale è la nostra vocazione. Essere talmente presi dall’ascolto della Parola che non pensiamo più a noi stessi, fiduciosi che Colui che ci nutre con la sua Parola si occuperà anche del nostro traballante cammino sulla terra. Cercate il Regno dei cieli e il resto vi sarà dato in sovrappiù. Certo, gli Apostoli anche loro si sono preoccupati dei loro fratelli, ma conoscevano solo i calcoli e la prudenza umani. Generosamente si sono offerti di andare a comprare – ma con che soldi? - il pane necessario. La parola di Gesù li spiazza: Date voi stessi. La nostra povertà è il luogo in cui Dio fa meraviglie e, invece di temere, è l’ora di fidarsi della sua presenza. Gli Apostoli sono partiti nell’obbedienza con le mani vuote e hanno saziato la folla. Adorazione, fiducia, abbandono e servizio. Sono le quattro parole che ci pongono davanti al Signore che rende attuale oggi il dono della salvezza, operato nel sacrificio della croce e che si attua nella carità fraterna. Lui si è dato e si dà, ma noi anche ci diamo portando come Lui il mondo intero in un cuore ardente di carità.