Saluzzo: Il direttore fa il punto sugli aiuti al popolo ucraino

Caritas: raccolti oltre 90.000 euro

Fin dai giorni immediatamente successivi allo scoppio della guerra, Caritas italiana si è attivata per fornire aiuto alla popolazione dell'Ucraina.
Sono state inviate subito ingenti quantità di prodotti alimentari e di generi di prima necessità ed è stata lanciata una campagna di raccolta fondi, anche in collaborazione con altri enti.
Le somme ricevute sono state girate non solo alle due Caritas che operano in quel Paese, cioè Caritas Ucraina e Caritas Spes, ma anche alle Caritas dei Paesi vicini, che accolgono centinaia di migliaia di profughi: Caritas Polonia, Caritas Moldova, Caritas Ungheria, Caritas Repubblica Ceca.
Inoltre Caritas italiana ha organizzato alcuni voli per far giungere in Italia diverse centinaia di profughi. Attualmente sono più di 140 le Caritas diocesane che gestiscono l’accoglienza.
Anche la Caritas diocesana di Saluzzo si è attivata tempestivamente a favore della popolazione ucraina. Ha lanciato una campagna di sensibilizzazione su due fronti, da una parte per la raccolta di fondi, dall'altra per l'offerta di accoglienza.
Sul primo fronte sono stati raccolti più di 90.000 euro, la maggior parte dei quali sono stati subito versati a Caritas italiana perché li facesse pervenire alle Caritas dei Paesi già citati, mentre una quota minore è stata trattenuta per far fronte alle esigenze che potrebbero sorgere nel nostro territorio.
Per quanto riguarda le offerte di accoglienza, la nostra Caritas ne ha raccolte più di 80, distribuite in diversi comuni della Diocesi. A Saluzzo, le famiglie che hanno messo a disposizione le loro case hanno accolto la proposta del comune di entrare nella rete Sai già attiva in città.
In altri comuni alcune famiglie hanno aderito a una rete di accoglienza che fa capo alla Protezione civile.
Finora non sono stati molti gli inserimenti di profughi nelle case segnalate alla nostra Caritas: alcuni sono stati accolti in abitazioni private di Piasco, altri nei locali messi a disposizione dalla parrocchia di Bagnolo. Si prevede però che, una volta espletate le procedure del bando della Protezione civile per l’affidamento dei servizi di accoglienza, le richieste di accoglienza cominceranno ad arrivare. Il nostro Centro di ascolto diocesano è naturalmente disponibile a fornire informazioni e a valutare richieste di aiuto per quanti fossero impegnati a fornire ospitalità ai profughi.