a cura di padre Cesare Falletti

Il Vangelo della Domenica

dal Vangelo secondo Luca 10,25-37
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: ...    (...)

15ª TEMPO ORDINARIO (C)
Chi è l’uomo? E qual è la sua relazione col suo Dio. L’uomo è un viandante che attraversa con la sua vita la terra. E attraverso tentazioni, cadute e colpe rischia di morire al bordo della strada senza giungere a nessuna meta. Una vita massacrata in cui solo un vero amore può salvarlo, tirarlo fuori dalle mani dei banditi dell’egoismo. Chi dovrebbe salvarlo passa indifferente e la sua situazione sembra disperata. 
Tale infatti era la situazione dell’uomo prima di Gesù e tale potrebbe essere ancora quella dell’uomo nostro contemporaneo massacrato sì dalle sue colpe, ma anche da una società che divora gli uomini e non vive nessuna misericordia. Ma, per grazia di Dio, non è così, perché Dio non è passato con indifferenza davanti alla sua creatura morente sul ciglio della strada; si è fermato, l’ha curato con l’olio dello Spirito santo e con il vino del suo Sangue. E poi l’ha condotto verso un riparo e l’ha affidato alla sua Chiesa, la casa della vera ospitalità, perché se ne prenda cura. E ha pagato lui per noi e in questa parabola non si parla del fatto che chiederà all’uomo malcapitato di rendergli quello che lui ha già pagato, i due denari della sua incarnazione e della sua passione, ma con la risurrezione ha pagato lui tutto il resto, dandoci non solamente una guarigione che ci rimette in piedi, ma la gloria che ci farà entrare con lui nella Gloria del Padre. 
Quello che manca te lo darò io! Questo è il dolcissimo e stupendo mistero della Redenzione. Tutti arriveremo al termine della corsa carenti e insolventi; ma abbiamo chi darà il resto per noi, chi sarà garante in nostro favore. L’ha già dato perché ci ha amati fino alla perfezione. Ci ha amati quando ci ha trovati morenti ci ha caricato sulla sua cavalcatura e lui è sceso a terra, come il servo che porta il padrone, scambiando l’animale che lo serviva con la croce in cui lui si è fatto l’ultimo degli schiavi per servirci la vita eterna. Ora continua a portarci verso la retta via, quella che conduce alla Vita.
Chi è il mio prossimo? chiede il dottore della legge. E’ lui il nostro prossimo; quando si prende cura di noi, ma anche quando si presenta spoglio e ferito sui nostri passi. Questo Dio Salvatore e Mendicante non cesserà mai di stupirci, di aprirci il cuore, di sorprenderci con il pozzo inesauribilmente profondo e altissimo della sua bontà.