In salute di Cristina Bosco

Dottore, soffro di incontinenza

L’incontinenza urinaria è un disturbo che riguarda più di cinque milioni di italiani e per il 60% si tratta di donne. È la perdita involontaria e incontrollata di urina, senza avere la possibilità di trattenersi. 
Questo porta chi ne soffre a limitare le proprie attività quotidiane per timore di trovarsi in situazioni imbarazzanti e influisce negativamente sulla qualità della vita e sui rapporti sociali. 
Esistono vari tipi di incontinenza: quella da urgenza, piuttosto comune, che avviene subito dopo un bisogno urgente e irrefrenabile di urinare; quella da stress, cioè la perdita di urina in seguito a sforzi come un colpo di tosse, uno starnuto, oppure dopo un piegamento o un sollevamento di pesi. Un altro tipo è l’incontinenza funzionale causata da patologie che determinano il mancato controllo della minzione, come ad esempio il morbo di Alzheimer. 
L’incontinenza colpisce soprattutto le donne dopo il parto, come conseguenza della forte sollecitazione della muscolatura della zona, oppure nel post menopausa, quando le mucose diventano più sottili, asciutte e meno elastiche. Negli uomini invece, l’incontinenza si associa spesso all’ingrossamento della prostata e si consiglia di sottoporsi a controlli periodici già ai primi sintomi. 
Con l’invecchiamento i casi di incontinenza aumentano, infatti la vescica diventa meno elastica, i muscoli dell’area pelvica perdono tonicità e questi cedimenti favoriscono progressivamente il mancato controllo della funzione urinaria. 
Le cause che provocano incontinenza sono diverse ed è importante parlarne con il proprio medico o con uno specialista. 
Ci sono diversi modi per trattare l’incontinenza come eseguire esercizi che rafforzano la muscolatura coinvolta nella minzione, in particolare quelli mirati a rafforzare il pavimento pelvico; utilizzare farmaci che agiscono sul meccanismo legato alla funzione urinaria, oppure ancora ricorrere a piccoli interventi alla vescica e all’uretra.