Saluzzo : Giovedì 4 agosto manifestazione dei lavoratori

Diritti per i braccianti africani

Come ogni anno, in concomitanza con la stagione di raccolta della frutta, torna prepotentemente alla ribalta la questione dei braccianti agricoli venuti nel saluzzese per trovare lavoro e finiti a dormire in strada.

Grappoli di biciclette al Parco Gullino e bivacchi di fortuna in ogni angolo della città raccontano il volto drammatico del fenomeno. E la disperazione crea terreno fertile per lo sfruttamento della manodopera e il caporalato.
Contro il lavoro irregolare e il razzismo che uccidono, i lavoratori scendono in piazza.
È previsto per domani, giovedì 4 agosto, un sit in sotto la sede di Confagricoltura di Saluzzo.
I braccianti autorganizzati nel gruppo “Enough Is Enough” chiedono il rispetto dei diritti e di condizioni di vita dignitose e fanno appello alle associazioni datoriali e alle istituzioni locali.
In una nota scrivono: “L’11 luglio è morto un nostro fratello, Moussa Dembelé, ucciso da un macchinario nei campi di Revello. Come moltissimi altri, Moussa aveva il permesso di soggiorno bloccato da oltre un anno ed era costretto di conseguenza ad un lavoro precario, irregolare e senza sicurezza. Per lui e per noi stessi, per gli altri lavoratori braccianti morti o scomparsi nei campi in queste ultime settimane da Caserta a Ragusa; contro lo sfruttamento e il razzismo che uccidono, scendiamo in piazza e andiamo a chiedere risposte a chi di queste morti ha una grande responsabilità: i padroni e le istituzioni!
Parlare del problema della casa è essenziale per capire il lavoro in campagna. Sui giornali locali leggiamo pianti sconsolati di Coldiretti e Confagricoltura, perché la manodopera non si trova. La frutta marcisce nei campi e non c’è chi la raccolga. Le associazioni datoriali danno la colpa ai ritardi della burocrazia nei flussi e ne chiedono di più, più semplificazioni, più quote di ingressi da pa­esi extraeuropei (proprio mentre inizia una campagna elettorale incentrata sul “problema dei migranti”). Chi la frutta la raccoglie però racconta un’altra storia: tutti sanno che a Saluzzo non ci sono posti per dormire, e questo è un grande deterrente per chi fa lavori stagionali. E anche se i contratti ci sono, sono quasi tutti irregolari, con paghe più basse del minimo e pochissime giornate segnate in busta paga. Senza contare i trattamenti degradanti, gli insulti, le minacce. I lavoratori in Italia ci sarebbero, ma le condizioni di lavoro pessime non sono certo invitanti. A Coldiretti e Confagricoltura chiediamo il rispetto dei contratti, paghe decenti, migliori condizioni di lavoro e un contributo reale all’alloggio che non si tramuti in ricatti ed estorsioni sulle buste paga”.