Venezia: Dalla nostra inviata al Festival del Cinema

The Banshees of Inisherin

The Banshees of Inisherin di Martin McDonagh
Titolo in concorso al Venezia 79, “The Banshees of Inisherin” deve il suo titolo al brano composto da uno dei suoi protagonisti. È proprio il desiderio di avere più tempo da dedicare alla composizione a spingere il violinista Colm Doherty (Brendan Gleeson) verso una vita di solitudine. Questa scelta improvvisa spiazza tutti gli abitanti della piccola isola irlandese e soprattutto il suo migliore amico Pádraic (Colin Farrell). Pur vivendo in compagnia della sorella Siobhán (Kerry Condon), della sua asinella Jenny e di alcuni animali, Pádraic non sembra farsene una ragione e cerca in tutti i modi di restaurare l'amicizia perduta. In una cornice fatta di atmosfere nordiche e grandi caratteristi, si susseguono scena dopo scena battute cariche di umorismo e situazioni che prendono molto in prestito al teatro dell’assurdo. D’altronde, Martin McDonagh è prima di tutto un drammaturgo e lo stesso “The Banshees of Inisherin” era stato scritto a chiusura della sua trilogia teatrale sulle Isole Aran. Il regista ripropone a distanza di 15 anni da “In Bruges” la coppia Farrell-Gleeson, dando anche ai personaggi secondari una caratterizzazione e uno spessore spesso sottovalutati. La scrittura di Martin McDonagh garantisce tante risate, sempre cercate con intelligenza, nonostante la trama viri sul macabro soprattutto nell’ultimo atto. Un film su persone tristi e sole capace di far scoppiare il pubblico in rumorose risate più di molte commedie.
serena rumello