Fermo immagine di Alberto Abbà

La spesa in una mano

Vittorio entra al supermercato e si dirige verso i carrelli. Torna sempre a far la spesa lì perché il market è piccolo e non serve infilare monete per prendere un carrello.
Un cappello in testa che ripara dai primi freddi, una dolcevita chiara su un vecchio vestito scuro. Entrambi con i loro anni e il loro logorio alle spalle. 
Non ha fretta fra quelle corsie, qualche passo lento e poi si ferma. Sguardo a sinistra nella zona frigo, attento a prezzi e offerte. Una mano che apre e l’altra che cattura una coppia di yogurt al caffè. Poi sulla destra, diretto verso una scatoletta di tonno. 
Nessuna sosta nella zona di pasta e farine. In quella delle birre e del vino osserva soltanto. Si infila un guanto di nylon per prendere e pesare due pagnotte morbide.
Finita l’andata inizia il ritorno. Un cartoccio di latte parzialmente scremato, un pacchetto di biscotti rotondi all’uovo.
I pochi prodotti presi da lì a fine corsa non riceveranno altra compagnia. Niente surgelati, né detersivi, né cibo per i cani. 
Nessun acquisto di impulso in coda alla cassa. Il conto che appare in verde sul registratore non arriva ai cinque euro. Nessun bancomat, nessun pin da ricordare, niente portafoglio. Solo una mano che toglie il cappello in segno di un antico rispetto mentre l’altra affonda in tasca per pescare e che poi porge aperta alla cassiera, in una manciata di monete. Lei conta ad alta voce in una quotidianità che probabilmente si ripete. Prende il dovuto e restituisce una monetina marrone. Niente caramelline di resto come un tempo. La spesa finisce in un sacchetto riciclato insieme ad un saluto sottovoce. Il carrello vuoto torna preciso in fila dietro gli altri. La porta automatica si apre, rilevando a fatica una presenza e poi veloce si richiude sfiorando il retro di una vecchia giacca di velluto.
albiabba@libero.it