Fermo immagine di Alberto Abbà

Bogre a chi?

E così, la sera di Halloween ti ritrovi ad attraversare una Saluzzo pedonale, invasa da ragazzini mascherati e truccati, per andare al cinema, ad ascoltare una storia sconosciuta che ripercorre le tracce dei Catari e dei Bogomili.
Siamo intorno al XII secolo, in tempi di roghi accesi per bruciare corpi e idee. Il regista Fredo Valla segue un percorso sulle strade della nostra Europa che inizia con un dialogo immaginario con l’autoritratto di suo padre. 
Le religioni nascono sulla spinta di domande a cui da sempre l’uomo prova a dare risposte.
Chi può arrogarsi il diritto del sapere quali sono le risposte giuste, pena la morte per quelle sbagliate?
Questi Catari e Bogomili avevano cercato e trovato la loro risposta ad una delle domande che da sempre crucciano l’uomo: da dove nasce il male? Nel loro dualismo esiste un Dio buono che è anima e spirito e un Dio del male, creatore di tutto quello che è materia e corpo. 
Fedeli operanti nella non violenza, attenti alla natura e agli animali. Moderni oggi, ieri perseguitati come eretici dai tribunali senza appello dell’inquisizione. 
Così “sei un Bogre, un bulgaro”, divenne insulto e sinonimo di bugiardo e poveraccio.
Una lezione di storia che affonda le radici in terra bulgara, jugoslava, italiana, francese, spagnola. Terra nostra, macchiata a sangue e fuoco vivo. Una storia lontana e dimenticata che nonostante la distanza fa arrivare un messaggio attuale: che le diversità più che arricchire spaventano e spesso si cerca di eliminarle in ogni modo.
Troppi roghi per cancellare, presenti in ogni guerra. Convivere è davvero una soluzione così improbabile? 
Sui titoli di coda, la frase di un filosofo francese, che continua a ritornare, anche a luci spente: “i perseguitati non hanno sempre ragione, ma i persecutori hanno sempre torto”. 
 albiabba@libero.it