Vangelo

Il Vangelo della Domenica

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,26-27;16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da sé... (...)

PENTECOSTE (B)

Cristo ha “innestato” il Padre nel tronco dell’umano; l’effusione dello Spirito manifesta e rende possibile la vita nuova. Gesù lo promette ai discepoli proprio prima della Pasqua. 
La tradizione, che Luca ha descritto nel libro degli Atti, racconta quel dono unico di Dio nel giorno di Pentecoste. È l’appuntamento annuale del popolo eletto per ricordare il giorno in cui Mosè ricevette sul Sinai le tavole della Legge, la carta costituzionale di Israele. Gesù, dunque, non ha cancellato il Sinai, ma l’ha “portato a compimento” con il dono dello Spirito, è Lui la Legge, legge d’amore di cui tutta la sua vita è fatta. 
Il brano di Vangelo ci riporta al momento dell’ultima cena, quando gli apostoli, turbati dall’idea che Gesù sta per lasciarli, si chiedono che senso potrà mai avere la loro vita senza di lui. Li rassicura: non vi lascio soli, verrà il “Paràclito” (termine, tratto dal linguaggio dei tribunali, che indica colui che è chiamato a farsi vicino e difendere chi si trova in difficoltà). Egli non avrà il compito di sostituire Gesù, ma di portare a compimento la sua stessa opera. Riguardo alla “verità”, che appare troppo grande per cuori che non possono contenerla, Gesù promette lo Spirito Santo, che muoverà cuore, mente, energie verso “tutta la verità”. Senza lo Spirito, le spalle dell’uomo non possono portare il peso della Rivelazione, e nemmeno il peso del senso della vita. 
Gesù non dona delle nuove tavole della legge, ma con il Paràclito cambia il modo di vederle, perché cambia radicalmente il cuore. Solo lo Spirito Santo è soffio che ridisegna i cuori. Il Dio “sensibile al cuore” toccherà i cuori col suo Spirito, perché ogni parola di Gesù diventi gemma di vita. 
“Che cos’è la verità?” si è chiesto Pilato durante il processo, e l’aveva proprio davanti agli occhi. Può succedere anche a noi? Con il dono dello Spirito abbiamo la possibilità di riconoscere il suo volto, di posare i piedi sulle orme della sua legge nuova. Lo Spirito con i suoi doni risveglia in ogni cristiano la genialità che gli è propria, “tutta la verità” nei doni, nel servizio, nella creatività, nel coraggio. Gesù afferma che la verità è un percorso da fare, è un divenire. I discepoli dello Spirito appartengono a un progetto aperto, costruito con l’unicità “spirituale” di ciascuno.
Buona domenica.