Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Fierobecco

Ci sono legami che paiono eterni ed altri che nascono e si dissolvono in poco tempo perché la vita e la morte, si sa, non guardano in faccia nessuno, ma sempre e comunque il loro ricordo disseta l’anima e ci fa sperare in un mondo migliore, dove il filo invisibile che lega un animale ai suoi salvatori ci dice tanto su argomenti che ancora poco conosciamo.
Questa è la storia di un incontro, uno dei tanti che segnano le giornate al Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo, dove il lavoro è scandito dal ritmo delle stagioni e dalle esigenze dei pazienti, ma questa volta c’è di più, un misto di istinto e sentimenti che ha superato mari e montagne, questa è la storia di Fierobecco. 
Lui è un uccello, l’essenza della libertà, per l’esattezza un Biancone, rapace conosciuto come l’”aquila dei serpenti” ritrovato in difficoltà un anno fa e portato al CRAS, dove gli operatori guidati da Remigio, direttore e anima del Centro, riescono nella non facile opera di riabilitazione.
Remigio, stanco e provato dalla malattia, non si risparmia neanche adesso, dispensando consigli e soluzioni ai problemi che insorgono durante il ricovero, fino a quando Fierobecco è pronto al rilascio in natura (settembre 2024): con lui un amico fedele, un piccolo trasmettitore GPS che monitorerà, un battito d’ali dopo l’altro, la lunga migrazione verso l’Africa, dove svernerà, perché al Centro non si curano solo gli animali, ma si forniscono dati importanti per la sanità pubblica o, come in questo caso, per gli scienziati che studiano il comportamento animale.
E così quotidianamente arrivano cartoline digitali, piccoli puntini sulle mappe, da Francia, Spagna e poi finalmente l’Africa dove trascorrerà l’inverno in Mauritania.
I mesi volano e in un mattino di maggio Remigio ci saluta per l’ultima volta, lasciandoci nello sconforto ma anche nella consapevolezza che ogni futuro animale salvato sarà un tributo al nostro direttore.
Poi accade qualcosa…
Un paio di settimane fa sono al CRAS quando Matteo, il nuovo responsabile, controlla a che punto sia il rientro del Biancone in Europa e, tra lo stupore generale, il punto GPS si posa sulla cava adiacente al Centro prima di proseguire oltre. 
 Fierobecco, a noi piace pensare che il tuo volo sul CRAS sia stato un saluto ai tuoi salvatori ed a Remigio in particolare: sei arrivato tardi ma a lui poco importa perché, ne siamo certi, quello che avrebbe voluto è saperti in buona forma come sei.
Fa buona vita e tu, caro Remigio che mi hai trasmesso la “malattia” per i selvatici, seguici dall’alto con volo fiero e sicuro come i tanti rapaci che hai amato e curato.