Palazzo Madama a Torino prosegue la sua stagione espositiva con mostre di alto profilo, come «Jan Van Eyck e le Miniature Rivelate. 50 capolavori dalla raccolta di manoscritti di Palazzo Madama», curata da Simonetta Castronovo, un’esposizione che raccoglie in un unico percorso 50 opere provenienti dal ricco fondo di manoscritti miniati del Museo Civico d’Arte Antica.
Un insieme straordinario, un prezioso scrigno di tesori custoditi a lungo lontano dallo sguardo del pubblico per ragioni conservative, che attraversa tre secoli di arte, spiritualità e cultura libraria, dal XIII al XVI secolo.
La mostra nasce da un progetto avviato nel 2021, frutto della collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino e il supporto scientifico di altri enti accademici, con l’obiettivo di studiare questa rara collezione. Le analisi condotte si traducono ora in un percorso espositivo articolato in sei sezioni cronologiche, dove la storia del libro manoscritto si intreccia con la grande arte della miniatura.
L’allestimento si apre con alcuni volumi emblematici della storia torinese, come il Codice delle Catene, che raccoglie gli Statuti della città del 1360, proseguendo con Bibbie medievali, matricole di corporazioni artigiane e incunaboli parigini miniati.
Tra le opere di maggior pregio spiccano il celebre codice Très Belles Heures de Notre Dame di Jean de Berry, conosciuto anche come Heures de Turin-Milan, capolavoro fiammingo attribuito a Jan van Eyck, esposto per la prima volta dopo sei anni. Accanto a esso, figure come Antoine de Lonhy e Simon Marmion, autori di preziosi Libri d’Ore e Messali giunti in Piemonte tra Quattrocento e Cinquecento, testimonianze rare dell’influenza franco-fiamminga e del gusto cortese diffuso presso le élite sabaude. Fino all’8 settembre 2025.
Altre mostre
Proseguirà fino a domenica 28 settembre la mostra «Orme», allestita presso il complesso museale ed il palazzo comunale in piazza Ferrero a Chiusa Pesio, con oltre 80 opere dell’artista molisano Basso Sciarretta (Termoli 1921 – Borgo San Dalmazzo 2006).
L’esposizione, curata da Franco Carena insieme ai figli dell’artista, Renata e Paolo, cade a quasi vent’anni dalla sua scomparsa e propone una selezione eterogenea di lavori capaci di ripercorrere la sua lunga carriera espressiva: dalla pittura alla ceramica, agli arazzi, alla scultura, ai gioielli.
Le sue opere, che uniscono ricerca estetica e impegno civile, ci parlano ancora oggi con forza, lasciando “orme” che meritano di essere percorse e condivise”.
Orari: nei mesi di giugno e settembre il giovedì 9.30-12.30; dal venerdì alla domenica e nei festivi 9-12.30 e 15-18. Nei mesi di luglio e agosto, invece, la mostra sarà accessibile il martedì 15-18, e da mercoledì a domenica (compresi i festivi) 9-12.30 e 15-18. Presso il Palazzo Comunale di Piazza Cavour, la mostra è aperta dal lunedì al venerdì, 9-12, con ingresso gratuito. Per informazioni o per prenotare visite guidate per gruppi, è possibile contattare l’Ufficio Turistico Valle Pesio al numero 0171-734990 oppure scrivere a iatchiusapesio@visitcuneese.it.
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Fino al 12 ottobre il Museo civico Federico Eusebio di Alba accoglie il progetto espositivo «Era Gallizio: Pinot Gallizio e la scoperta della preistoria: reperti, opere, collezionismo», inserito nelle manifestazioni dedicate al 66° anniversario della morte di Pinot Gallizio (Alba, 1902-1964) ed organizzate dalla città di Alba. L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Archivio Gallizio di Torino e il Centro Studi Beppe Fenoglio e con il supporto della e tratta di un focus espositivo inedito, dedicato all’interesse dell’artista nei confronti dell’archeologia e della preistoria. Maria Teresa Roberto, curatrice del “Catalogo generale” delle opere di Gallizio, ha curato la mostra, dove sono conservati molti reperti da lui donati, frutto delle ricerche condotte tra il 1943 e il 1949 nei siti esplorati mezzo secolo prima dal mineralogista e paleontologo Giovanni Battista Traverso.
Orari: dal martedì al venerdì: 15-18 / sabato, domenica e festivi: 10-13 e 15-19.