Via che vai di Anna Maria Faloppa

Via San Lorenzo

C’è un percorso commerciale di origine romana all’origine dell’“antica strada delle vigne”, saliscendi tracciato sulle colline di Saluzzo, di Manta e di Verzuolo fino a Venasca. Agli albori dell’anno 1000, lungo quella carreggiabile sorge la chiesa di San Lorenzo e attorno a questa si forma uno dei primi nuclei insediativi saluzzesi, difeso dal Castel Sôé gagliardamente fortificato, ma evidentemente non abbastanza da reggere l’urto – forse leggendario? – dei Saraceni.
All’epoca della costruzione della Castiglia e delle prime mura cittadine (1280), la via di San Lorenzo è condotta fin presso la porta del Castello a servizio delle vigne e dei poderi collinari; poi, in epoca relativamente recente, ne vengono estese la denominazione e la numerazione civica a coprire anche la via dietro il castello, ancora riportata nelle mappe catastali del 1772, ma nella realtà resa sempre meno leggibile dalle ripetute riedificazioni dei muraglioni della Castiglia. 
San Lorenzo, eretta quale cappella aggiunta all’antica chiesetta dedicata a san Siro, l’evangelizzatore delle genti padane martirizzato sotto Traiano, è dedicata all’Arcidiacono messo a morte da Valeriano, perché, invece di consegnare i beni della comunità cristiana a lui affidati, li distribuisce ai poveri e poi presenta questi ultimi come gli autentici “tesori della Chiesa”. 
Finché vivono nel castello soprano, i Marchesi frequentano le funzioni presso San Lorenzo e ne traggono il confessore: testimoniano quell’epoca remota i capitelli e il portale d’ingresso romanici giunti fino a noi. Del resto la chiesa è certamente anteriore al 1017, quando ne è documentata la ristrutturazione a cura del pievano di Santa Maria (ora Cattedrale), da cui dipende fino alla trasformazione in priorato dei canonici di Oulx grazie a una donazione della contessa Alasia (1192), che assicura il sostentamento di un priore e di due canonici addetti all’officiatura; nel 1503 sarà poi assegnata alla Cattedrale con bolla del papa Giulio II.