Saluzzo: Il progetto firmato Aki punta su un biodigestore a Ruata Eandi

Variante per il biometano

Un biodigestore di grande capacità, pensato per trasformare i reflui agricoli in una risorsa pulita e strategica. 

Il Comune rende noto che la documentazione relativa alla richiesta di modifica del Piano Regolatore, necessaria alla realizzazione di un impianto di codigestione anaerobica in zona Ruata Eandi, lungo la direttrice per Scarnafigi, è attualmente consultabile in municipio. Si tratta della seconda iniziativa avanzata in materia, questa volta promossa dalla società Aki, capofila di Kanadevia Inova Schmack, con il coinvolgimento di imprenditori e tecnici del territorio. 

L’intervento proposto prevede la messa in opera di un biodigestore con capacità di 550 standard metri cubi, equivalenti a 2,5 MWatt di potenza elettrica, concepito per trattare liquami zootecnici provenienti da allevamenti bovini della pianura saluzzese e saviglianese, con l’aggiunta di materiale da altre zone della provincia, al fine di produrre biometano.

Il progetto potrebbe segnare un passaggio significativo per la transizione energetica locale. Il percorso autorizzativo ha già vissuto un primo passaggio in Conferenza dei Servizi, che ha ritenuto conformi le distanze dai nuclei abitati, la classificazione d’uso dei terreni e la possibilità tecnica di allaccio alla rete. Poiché l’area prescelta non è attualmente destinata a tali utilizzi, sarà ora necessario modificare lo strumento urbanistico, in accordo con il Comune. 

A oggi, risultano 24 le aziende agricole coinvolte nel piano di conferimento dei materiali: 18 hanno già aderito formalmente, mentre 6 hanno manifestato il proprio interesse.

 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 3 luglio 2025.