Saluzzo: I pensionamenti delle scuole superiori di Saluzzo: parola alle docenti e alle collaboratrici scolastiche

Maestre di vita hanno fatto crescere la scuola

«Agli studenti auguro di vivere tutto pienamente, con meraviglia nel conoscere e nell’imparare, non smettano mai di stupirsi. La scuola è una grande opportunità, a volte lo dimentichiamo». Così Rossella Rossaro saluta i giovani dell’Istituto Denina Pellico Rivoira che, quest’anno, conta quattro pensionande festeggiate dall’intero personale scolastico. 
Rossaro, docente di Diritto ed economia nel plesso Rivoira, ha salutato l’Istituto saluzzese dopo venticinque anni di solida presenza. Verzuolese di 63 anni, è stata docente anche dell’Istituto Agrario, tornando poi in cattedra all’Itis, «comunque sempre in collina a Verzuolo!» scherza.
La scuola saluta anche la collega Margherita Dotta, docente di Economia aziendale nel plesso Denina, che è approdata nell’Istituto saluzzese dopo iniziali supplenze a Cuneo, ad Alba, Moncalieri e Fossano: «Al Denina mi sono sempre trovata benissimo, nonostante io sia di Savigliano non ho mai voluto chiedere il trasferimento» spiega. 63 anni, insegnante di ruolo dal 1991, Dotta racconta di una scuola profondamente cambiata con il passare degli anni: «Gli studenti oggi, complice anche il difficile periodo del Covid, sono forse meno autonomi di un tempo: quando ho iniziato l’approccio era diverso». 
62 anni, scarnafigese d’origine, l’impiegata amministrativa Sandra Parola da due anni e mezzo vive ad Occa di Envie: «abbiamo acquistato un casolare in mezzo ai boschi» spiega, quindi gli impegni non mancheranno.
Il plesso Pellico saluta con calore la collaboratrice Marinella Dossetto, revellese classe 1964. 
 



«Quello che mi mancherà di più? Il rapporto con gli studenti. È vero che sanno farci arrabbiare e ci lamentiamo, ma avere a che fare con ragazze e ragazzi è bellissimo. È bello sperare di essere riusciti a trasmettere qualcosa, che vada oltre le semplici nozioni». 
Per Daniela Aimar, 62enne di Barge, l’estate porta con sé la novità di un tempo da riscoprire: il saluto al liceo Bodoni di Saluzzo, dove la docente ha insegnato italiano e latino per oltre trent’anni, è emozionato, «fa sempre effetto chiudere un capitolo tanto importante, ma mi ritengo fortunata: mi sono sempre trovata bene, e sono contenta di lasciare spazio ai colleghi più giovani.». 
 

«Una ragazza, quando ci siamo salutate, mi ha detto che negli ultimi anni ha parlato più con me di quanto non abbia fatto con i genitori: ho visto nascere amori, amicizie andare in crisi… il rapporto che si ha con gli studenti, come collaboratrice scolastica, è quotidiano e di confidenza, familiare. Le ragazze e i ragazzi con noi si sentono liberi di aprirsi, raccontare e sfogarsi».
Così Piera Rossi, piaschese di 67 anni, ci racconta il suo percorso all’Istituto Soleri Bertoni di Saluzzo che, adesso, termina con il pensionamento. Un lavoro iniziato appena sette anni fa, ma che in lei ha lasciato un segno. Dopo aver svolto lavori di cucina e sala, in una cooperativa sociale di inserimento lavorativo e in un negozio di abbigliamento, Rossi entra nel mondo della scuola e vi percorre l’ultimo tratto della sua carriera lavorativa.


Le interviste complete in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 3 luglio.