Inchiesta: A tu per tu con Selene Bonelli, che da un paio di anni porta avanti l’attività Cesteria Bonelli

L’arte di impagliare e intrecciare

Spesso è opinione comune che quando la vecchia guardia lascia, manchi quel ricambio generazionale necessario per portare avanti quelle che sono delle storiche botteghe artigiane, eccellenze custodite e coltivate nel tempo grazie alle sapienti mani di artigiani che hanno dedicato la loro vita ad una passione divenuta lavoro e, di conseguenza, fonte di reddito.

A tutto questo sfugge la Cesteria Bonelli di via Craveri, una storica attività giunta alla terza generazione. Infatti, quando Oreste Bonelli, nel 2023, ha deciso che ne aveva abbastanza di intrecciare e impagliare, a raccogliere il testimone c’era la figlia Selene, che da anni, osservando con attenzione il mestiere di papà, ha deciso di farlo diventare la sua professione.

«È stato un percorso graduale, considerando che ero qui dentro ormai dal 2018, avendo così modo di apprendere come si lavorava, capendo che se davvero vuoi perfezionarti serve tanto tempo e passione. Questo lavoro mi piace molto perché amo il contatto e il rapporto con le persone».

A detta di Selene la difficoltà principale che riscontra è la gestione dell’impresa, con tutto quello che comporta a livello amministrativo e burocratico, compresa la gestione degli ordini.
Il fatto di aver ereditato l’attività di famiglia è stato un vantaggio non da poco, considerando che le spese e gli investimenti da fare oggigiorno per avviare un’attività spaventano, e non poco, un aspirante artigiano.


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qui l'intervista al presidente di zona di Confartigianato, Walter Tredesini.

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qui l'intervista all'artigiano Giacomo Mensio.

L'inchiesta completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 17 luglio.