Il Museo Nazionale della Montagna di Torino ha da poco inaugurato una nuova mostra dedicata a un lato inedito della vita di Walter Bonatti: quello di ispiratore, protagonista e co-creatore di fumetti.
La memoria della vita di Bonatti, mito dell’alpinismo, esploratore instancabile, fotografo e narratore capace di trasformare le proprie imprese in storie immortali è depositata nel suo archivio, conservato al Museomontagna: un immenso tesoro di documenti, immagini e oggetti.
Trent’anni fa il grande alpinista divenne un personaggio dei fumetti, e lo fece non solo ispirando con le sue avventure disegnatori e sceneggiatori, ma collaborando direttamente con loro, in un dialogo suggestivo tra storia vissuta e creazione grafica.
L’esposizione «Walter Bonatti - I fumetti ritrovati» e l’omonimo volume edito da RCS Solferino, entrambi curati dal giornalista Angelo Ponta, esplorano per la prima volta questo filone, proponendo un viaggio attraverso illustrazioni, schizzi e sceneggiature. Dal Pilone Centrale al Grande Nord americano, dall’Africa agli oceani, questi disegni e questi testi raccontano, ancora una volta, come il “personaggio” Bonatti abbia saputo oltrepassare i confini della montagna per diventare icona popolare.
Arricchisce il percorso espositivo il video realizzato da NEO [Narrative Environment Operas] a partire dalle tavole degli albi a fumetti Solitario sullo Yukon e Nel cuore dell’Africa, a cura di Fabia Molteni, Cinzia Rizzo, Franco Rolle.
Inoltre, fino al 28 settembre 2025, la Casa Alpina Iren alla diga di Ceresole Reale accoglie la mostra Walter Bonatti, che ripercorre la storia, la visione e le imprese bonattiane attraverso materiali provenienti dall’Archivio.
Orari: martedì-venerdì: 10.30-18; sabato e domenica 10-18. Info: www.museomontagna.org
Altre mostre
È in corso una doppietta espositiva organizzata da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro”.
La prima si svolge nelle Camere da sparo del Forte Albertino di Vinadio (CN), dov’è visitabile fino al 24 agosto «Le chiavi dello spirito» dell’artista Franco Sebastiano Alessandria, una rassegna che introduce il pubblico ad un universo fatto di chiavi: antiche, vissute, depositarie di storie invisibili. Nelle sculture di Alessandria, la chiave diventa metafora dell’anima, strumento di apertura e possibilità, ma anche di ricerca e smarrimento. Il suo lavoro racconta la condizione umana attraverso forme essenziali e simboliche, dove ogni figura cerca una via d’uscita dal proprio labirinto interiore. I suoi lavori, sospesi tra realismo e sogno, invitano a guardare dentro di sé per trovare la chiave che apre nuove strade.
Lunedì, martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 20, con ingresso libero.
A Palazzo Samone, in via Amedeo Rossi 4, a Cuneo, è invece in corso «La spiritualità dello sguardo», una collettiva curata da Massimo Scaringella dove espongono i 47 artisti: A. Abate, A. Accardi, R. Barni, U. Bartolini, C. Bertocci, K. Blom, C. Calore, S. Ceccotti, K. Chechik, S. Chiozza, E. Chiricozzi, B. Di Lecce, G. Di Riso, S. Di Stasio, S. Fabrizi, P. Finelli, P. Fiorentino, A. Forconi, D. Galliano, P. Gandolfi, F. Giletta, P. Giorgi, P. Isola, A. Kapor, D. Jianqi, M. Livadio, M. Luccioli, T. Marci, C. M. Mariani, F. Merolli, Milot, E. Morales, R. Mundi, H.Palosuo, M. Pallotta, F. Passarella, F. Piruca, S. Pulvirenti, L. Rico, L. Salvo, A. Scarabello, M. Stanzione, F. Tulli, Z. van Biljon, N. Verlato, R. Vignoli, V. Vuckovic.
Come scrive Massimo Scaringella, noto curatore della collezione di arte contemporanea per la Farnesina: «Nell’arte contemporanea lo spettatore non è più un osservatore passivo ma è invitato a entrare in un dialogo con l’opera. Questo scambio diventa una forma di contemplazione che avvicina alla dimensione spirituale. Molti artisti vedono lo sguardo come un atto meditativo. La creazione e la fruizione dell’arte diventano processi spirituali che permettono di staccarsi dalla quotidianità e di entrare in una dimensione più elevata».
Orari: sabato e domenica 15-18. Ingresso libero.