Saluzzo: Aky Biomethane difende il progetto del biodigestore chiarendone i vantaggi, Legambiente Barge si schiera contro

Ruata Eandi: futuro col biometano?

L’azienda che ha progettato la costruzione di un biodigestore a Ruata Eandi risponde con alcune puntualizzazioni tecniche alle critiche mosse nelle ultime settimane e alle preoccupazioni sollevate dalla cittadinanza sul nuovo impianto.

Nei giorni scorsi l’azienda genovese Aky Biomethane ha inviato una comunicazione al sindaco Franco Demaria, firmata dal progettista dell’impianto, l’ingegnere Luca Marigo.

La lettera, che accompagna anche una serie di integrazioni tecniche e documentali, chiarisce gli aspetti fondamentali del progetto che prevede la realizzazione di un impianto di codigestione anaerobica per la produzione di biometano, da immettere nella rete nazionale Snam, con una capacità pari a 500 Smc/h, alimentato da reflui zootecnici, sottoprodotti e biomasse agricole.

Nella nota, Aky Biomethane sottolinea che il progetto interessa un’area idonea secondo il legislatore e si inserisce all’interno delle normative europee e nazionali in materia, che classificano tali impianti come opere di pubblica utilità, da considerare urgenti e non rimandabili.

«L’obiettivo dichiarato dall’azienda – dice Marigo – è di contribuire all’incremento della quota di metano verde, in linea con le direttive energetiche comunitarie e nazionali. Dal punto di vista ambientale è importante sottolineare come il trattamento anaerobico e l’adozione di un sistema di strippaggio avanzato ad alta efficienza di rimozione dell’azoto (tecnica chimica utilizzata per rimuovere l’azoto dal digestato a temperature di 70/80 gradi) consentiranno di abbattere quasi totalmente gli agenti patogeni, compresi quelli più resistenti come la salmonella. Ciò significa una maggiore sicurezza nella gestione dei reflui e un miglioramento complessivo della qualità ambientale rispetto allo scenario attuale». 


La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 31 luglio 2025.