Castellar: Fusione: gli incentivi estesi garantiranno risorse fino al 2035

Una proroga da sette anni

Il decreto Milleproroghe 2026 porta una novità rilevante per i Comuni nati da fusione: l’estensione degli incentivi statali, che prolunga fino a sette anni il periodo in cui i nuovi enti possono beneficiare dei contributi straordinari previsti dal Testo unico degli enti locali. 
Una misura che rafforza ulteriormente il quadro di sostegno finanziario e amministrativo pensato per accompagnare i processi di accorpamento, in un momento in cui molti territori stanno valutando o consolidando percorsi di unificazione. 

Per Saluzzo e Castellar, fusi nel 2019, la proroga rappresenta un ulteriore margine di respiro. Lo conferma il pro sindaco di Castellar, Eros Demarchi, che accoglie la notizia con soddisfazione: «È un’ottima notizia per il nostro Comune e per il Municipio. 
Ammetto che mi ha colto nuovamente di sorpresa, come nel 2023 quando era stata ufficializzata la proroga di cinque anni: non ci aspettavamo questa nuova lieta sorpresa. Questo premio ricadrà in primis sulla comunità castellarese, perché potranno essere prorogate fino al 2035 tutte le attuali agevolazioni legate al premio fusione a favore delle famiglie, e inoltre darà modo all’amministrazione di pianificare con largo anticipo investimenti a favore del territorio castellarese». 

La proroga si inserisce in un sistema di incentivi già potenziato negli ultimi anni. Il Dl Coesione ha incrementato di 5 milioni di euro annui, per il periodo 2024-2028, il fondo destinato alle fusioni, mentre il Ministero dell’Interno continua a ripartire annualmente le risorse: nel 2024 sono stati distribuiti oltre 86 milioni di euro a 106 Comuni nati da fusione. 

I contributi, spesso calcolati come il 60% dei trasferimenti erariali del 2010, hanno l’obiettivo di sostenere sia le spese correnti sia gli investimenti necessari nei primi anni di vita dei nuovi enti, quando l’assestamento amministrativo e organizzativo richiede risorse aggiuntive.

Il tema non è nuovo per Castellar, che già nel 2019 aveva beneficiato di un significativo incremento del fondo regionale per le fusioni, portato allora a 30 milioni di euro. In quell’occasione, come ricordava lo stesso Demarchi, la stima iniziale di 1,2 milioni di euro per Saluzzo era stata superata, con la prospettiva di arrivare a 1,8 milioni: una quota che avrebbe garantito a Castellar circa 364 mila euro da impegnare nel 2020, sommati alla parte trattenuta del 2019. 

Risorse che avevano permesso di programmare interventi importanti: dalla pista ciclabile “Via della Pietra” alla riqualificazione della zona di San Ponzio, dalla manutenzione dei sentieri alla sistemazione delle strade del territorio, fino alla messa in sicurezza del torrente Bronda e dell’Oasi degli Spaventapasseri. 

A queste si aggiungevano interventi sul patrimonio pubblico, come l’illuminazione del campanile, la tinteggiatura del centro culturale, l’ampliamento del cimitero e una serie di misure di welfare locale: bonus bebè, trasporto scolastico gratuito, sostegno ai giovani, agevolazioni Irpef e contributi alle associazioni e ai consorzi agricoli. 

La prospettiva di poter contare su risorse garantite fino al 2035 apre ora una fase di programmazione più ampia, che potrà incidere su manutenzioni, servizi e investimenti strutturali.
Per un territorio che ha saputo utilizzare con efficacia i fondi ricevuti, la proroga rappresenta un’opportunità per consolidare quanto fatto e per progettare interventi di lungo periodo, mantenendo al centro la comunità castellarese e le sue esigenze.

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