Via che vai di Anna Maria Faloppa

Salita Carlo Viale

Nel Borgo superiore, 
da via Della Chiesa 
a via Tapparelli


Il Tipo planimetrico per il piano d’abbellimento, datato 1839, documenta come le viuzze gradinate, che si arrampicavano verso la facciata posteriore e l’abside della chiesa, fossero conosciute tutte tradizionalmente quali salita a San Gioanni.
Forse nel tentativo di superare l’indubbia confusione e cogliendo l’occasione del progetto generale di denominazione di contrade e piazze (1850), il Consiglio comunale intitolò al senatore Carlo Viale la scalinata nei pressi del palazzo Viale di Brondello, già sede dell’antico Ospedale e in seguito, fino ai nostri giorni, di vari Istituti   Scolastici.
Il conte Carlo Giovanni Battista Ignazio Viale (Saluzzo,1711 - Torino,1775), primogenito di Ottavio Giacinto e Gabriella Santus, apparteneva alla stessa nobile famiglia del vescovo mons. Ottavio Viale (†17.12.1624), successore del Beato Ancina, di cui istituì nel 1619 il processo per la beatificazione. Ramo di un’antica famiglia decurionale de platea di Cuneo, i Viale si erano trasferiti a Saluzzo all’inizio del 1600, ottenendo poi  il titolo di Brondello (1642) per matrimonio contratto con una Saluzzo della Manta e adottando lo stemma  “d’argento con due bande di rosso e una d’oro nel mezzo sotto un capo cucito d’oro caricato da un’aquila rossa coronata dal medesimo”, nonché il motto Sic semper (= Così sempre). 
Con linguaggio rétro, le cronache riportano che Carlo Viale “morì celibe” e istituì suo erede universale Gesù Cristo e “per Esso un Monte di Pietà da erigersi in Saluzzo in sovvenimento di persone bisognose”, tramite testamento del 23 ottobre 1773. Il Monte sarebbe stato presieduto dal Vescovo o in sede vacante dal vicario generale capitolare.
Giusto un secolo dopo, nel 1873, grazie anche a ulteriori, numerosi benefattori, la consistenza del patrimonio dell’ente assistenziale era calcolata in lire 331.000 tra fondi urbani, rendita dello Sato, fondo girante, censi, capitali e l’importo annuo dei pegni concessi ammontava a lire 99.098,50 (Carlo Borda, Guida statistica, 1874).