Saluzzo: Pasqua: il messaggio di mons. Cristiano Bodo

Nella fatica della nostra storia

La fede ci dice e ci ripete senza stancarsi mai che la storia sta sotto il segno di tutte le sconfitte dell’umano. Il Figlio di Dio non ha eluso la tragica fatica della storia; l’ha attraversata tutta, sino a raggiungere l’abisso più recondito e l’ha sconfitto.
Cristo, come ha scritto Bonhoeffer, non è un altro Socrate che ha insegnato l’ars moriendi (l’arte di morire); Gesù ha vinto la morte e ha testimoniato la vittoria della vita nuova. Per questo, dentro la fatica della storia, c’è un nuovo inizio. In Cristo, ogni credente è chiamato a risorgere: la vita non avrà mai fine. 
Quando veniamo alla vita nessuno può raccontare l’esperienza che ha vissuto nel ventre materno, così nessuno può raccontarci come sarà la vita eterna; ma in entrambi i casi sappiamo cosa si vive nel ventre delle nostri madri, così sappiamo cosa accadrà dopo la morte, grazie ai vangeli.
La dialettica della storia è radicalmente mutata: non dalla nascita alla morte, ma dalla morte alla vita, dalla morte a un nuovo inizio. Non so immaginare una parabola più bella di questa: di Pasqua in Pasqua noi andiamo verso l’aurora della Pasqua che non conosce tramonto.
Per questo mi commuove sempre il saluto dell’alba di Pasqua che i cristiani della Lituania si scambiavano sotto il regime dell’ateismo sovietico: Buona Pasqua, fratello! Cristo è risorto!
Vorrei ripeterlo anch’io: ad ogni fratello, ad ogni sorella, insidiati dalla morte della speranza, sotto la croce delle immani tragedie, della malattia, della sofferenza, della delusione, della solitudine, della mancanza di amore, di lavoro e di futuro: la Pasqua, questa Pasqua, è un nuovo inizio pur dentro la fatica della storia, in questa svolta epocale del nostro tempo, che sembra sfuggire a ogni umana interpretazione.
Difronte alle guerra, dobbiamo ribadire il nostro no, al terrorismo e all’uso della violenza per risolvere i conflitti tra i popoli.
La preghiera ostinata e capillare del popolo di Dio e la riflessione sono i due affluenti che vanno verso il grande fiume della storia, per generare la cultura di pace, per liberare la terra dalle armi della distruzione e per accogliere finalmente la pace quale dono di Dio e quale frutto della fatica degli uomini per realizzare la speranza dei popoli.
L’unica lente che ci permette di vedere all’orizzonte della vita è la fede in Dio, per questo oggi possiamo dire con certezza: Buona Pasqua fratello! Buona Pasqua sorella! Cristo è veramente risorto!
+ Cristiano, vostro vescovo