Saluzzo: Densità in calo nel centro storico secondo lo studio di Sergio Fasano

Piccioni sotto controllo?

Una città che negli ultimi anni ha imparato a convivere con la presenza dei piccioni torna a interrogarsi sul fenomeno, dopo che l’argomento è già stato al centro di un paio di interpellanze consiliari nel corso della legislatura. 

Ora, con i nuovi dati alla mano, il quadro, a sorpresa, apparirebbe più nitido e meno allarmante di quanto percepito. Nel corso della commissione urbanistica di mercoledì 13 maggio l’esperto Sergio Fasano ha presentato lo studio annuale di valutazione della popolazione di colombo di città, aggiornamento del lavoro avviato nel 2012. L’indagine, basata sul metodo “Distance Sampling”, stima una densità media di 45 individui per chilometro quadrato, pari a circa 4.900 esemplari complessivi. 

La concentrazione maggiore si registra nel centro urbano, dove in alcune aree viene superata la soglia di “stress ambientale”, mentre periferia e zone agricole mantengono livelli più contenuti. Il confronto con i dati del 2012 evidenzia una sostanziale stabilità della popolazione complessiva, ma con un dato significativo: nel centro storico la densità si è dimezzata, mentre in periferia è aumentata.

Una dinamica che Fasano collega ai numerosi interventi edilizi degli ultimi anni, in particolare alle bonifiche dei sottotetti, che hanno ridotto i siti idonei alla nidificazione. Nel suo intervento Fasano ha ricordato che il piccione è classificato come fauna selvatica ai sensi della legge 157/92, e che eventuali interventi di controllo possono essere attivati solo in presenza di condizioni di straordinarietà e urgenza. 

A incidere sulla popolazione contribuisce anche la presenza stabile del falco pellegrino, predatore naturale del colombo, ormai insediato a Saluzzo. 
Le zone più frequentate restano il Consorzio agrario e l’area del cimitero, mentre la parte alta del centro storico registra presenze molto ridotte. Le criticità individuate dallo studio sono limitate e riguardano soprattutto fabbricati fatiscenti e foraggiamento attivo. Non emergono invece situazioni di rischio igienico costante né fonti alimentari stabili. 

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 21 maggio. 

Seguici sui nostri canali
 FacebookInstagram Whatsapp