Saluzzo: Intervista a Bruno Tabacci, ospite di Rete Civica della Granda, sui temi di difesa, spopolamento e giovani

Un’Europa forte o nessun futuro

«Il tema di una politica estera comune europea, è serio ed essenziale, un problema ormai chiaramente vitale». 
Così il deputato Bruno Tabacci commenta il ruolo dell’Unione Europea nell’attuale scacchiere internazionale, tra conflitti e crisi energetiche. L’europeismo? L’unica strada.

Ospite della Rete Civica della Granda, nella serata di giovedì 28 maggio al Quartiere, Tabacci in dialogo con Franco Chittolina (Apice) e Andrea Vassallo, ha toccato i tanti punti di attualità legati all’Ue, all’Italia e ai territori. Dalla difesa, «che non significa per forza armarsi, ma parlare di politiche integrate, smettendo di richiamare irrealmente l’idea di “nazione” – ha spiegato Tabacci –: riconoscendo che nessun Paese europeo è in grado di difendersi in autonomia», ai mercati e alle politiche industriali, poi la tecnologia e il ruolo del civismo nei tavoli nazionali ed europei. 

A Tabacci, a serata conclusa, abbia chiesto: qual è il valore delle aree di confine nel quadro europeo? Dal dialogo con le istituzioni all’apporto reciproco tra realtà “marginali” e organismi Ue. 
«L’Europa è una dimensione importante per tanti territori che hanno valore strategico, storico-culturale, di civismo e socialità: in questo senso i due attori si sostengono a vicenda. Bisogna investire soprattutto nelle zone di montagna, perché dal controllo delle aree e dalle relative messe in sicurezza dipende l’insediamento di persone e comunità.

Un tema complesso, date le problematiche di dissesto idrogeologico che il nostro paese ha. Ricordiamoci poi che le Alpi, in particolare, sono una cerniera tra nazioni».
Uno dei temi della serata, i giovani: si sentono sì europei, ma sono disincantati. Come creare un’Unione Europea appetibile? Non solo per chi si reca alle urne, ma anche per chi vuole partecipare attivamente. 

L'intervista completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 4 giugno.