Vangelo

Il Vangelo della domenica

Dal vangelo secondo san Giovanni 6,51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». 
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.        (...)

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (A)


In migliaia, il giorno prima, avevano mangiato a sazietà pani e pesci che Gesù aveva prodigiosamente moltiplicato, per questo lo avevano cercato e raggiunto il giorno successivo: dopo il segno alle nozze di Cana la sua fama si era diffusa in un lampo, e ora tutti erano in attesa di capire meglio se era davvero il profeta promesso.
Il suo insegnamento sul pane, nella sinagoga di Cafarnao vibrava forte, le sue parole facevano venire i brividi. Noi, dopo secoli, abituati ad ascoltare l’invito a mangiare la sua carne e bere il suo sangue pensando al pane e al vino che i nostri occhi vedono, non ne comprendiamo più la portata scandalosa.
Il divieto di toccare il sangue, di mangiare il sangue degli animali era assoluto, pena il diventare impuri, figuriamoci allora ascoltare un uomo dire “se non mangiate la carne del figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue non avrete vita in voi stessi”! 
Aveva ripetuto più volte le stesse parole, come per farle entrare meglio nei loro cuori, e nei nostri.
Molti avevano smesso di seguirlo, dopo quella predicazione: troppo misteriosa. Credergli sulla parola era troppo difficile. Anche oggi è più facile pensare che le sue parole fossero solo simboliche.
Agli apostoli servirono anni per intuire, e nessuno comprese, neppure nell’ultima cena: spezzando il pane disse “questo è il mio corpo” e offrendo il calice disse “questo è il mio sangue dell’alleanza versato in remissione dei peccati” poi aveva comandato loro di ripetere quel gesto in memoria di Lui, per averlo per sempre presente e vivo. Quando il suo corpo fu spezzato sulla croce, quando videro il suo sangue versato si resero conto. E quando spezzò il pane dopo la resurrezione fu ancora più chiaro. L’invito continua a risuonare per noi: diventate uno con me, che sono realmente presente nel pane e nel vino, mangiate di me per avere in voi la vita vera, vivete da risorti e io vi risusciterò. Nessun pane umano può vincere la morte. Solo io sono il pane che sazia la vostra fame profonda di vita.
Per questo ti diciamo: Signore Gesù, dacci sempre questo pane, che sei realmente Tu, dato per noi!