4 chiacchiere dal barbiere di Danilo Girello

“MA QUANTO È BELLO ANDARE IN GIRO CON LE ALI SOTTO I PIEDI, SE HAI UNA VESPA SPECIAL CHE TI TOGLIE I PROBLEMI” (Lunapop)

All’inizio degli anni 80 avevo principalmente due sogni: il primo era quello di diventare un centravanti forte come Paolo Pablito Rossi, il secondo - ben più realistico - aveva la forma di una Vespa 3 marce color verde pistacchio che un amico di mio papà teneva ferma da anni sotto la “curmà” di un cascinale al Termine di Villafalletto.
“Non si desidera ciò che è facile ottenere” e quindi dopo un insistente martellamento per convincere il proprietario a vendermela, assieme al mio primo stipendio da apprendista barbiere, il tanto sospirato oggetto dei desideri è diventato finalmente mio.
Qualche lavoretto dalla mitica officina Boschero di Verzuolo ed ecco che ero pronto per ricevere ufficialmente la patente di vespista. 
Da quel giorno, tanti modelli di questo iconico scooter mi hanno accompagnato e ancor ora dopo tanti anni, per me spostarmi vuol dire farlo con le due ruote della Piaggio.
Chiacchierando con i clienti si percepisce quanto sia stata importante nella vita delle persone l’invenzione dell’ingegner Corradino D’Ascanio che, dal dopoguerra sino ai giorni nostri, è stata utile per viaggiare, svagarsi e spesso anche per lavoro! 
Fioccano i racconti, affiorano i ricordi: i miei suoceri Stefano e Ines per il loro viaggio di nozze partirono per Venezia su una Vespa 125 del 1953; un mio cliente cacciatore narra che dopo una rocambolesca battuta al selvatico ha dovuto trasportarsi a casa un cinghialotto legato al portapacchi della sua “ET3” e che ridere al pensiero di Beppe di Casteldelfino che per evitare guai sulle strade innevate della Valle Varaita mi ha raccontato che si era costruito artigianalmente delle catene fatte su misura per la sua fiammante 180 rally .
C’è anche chi ha fatto diventare il mondo che gira attorno alla Vespa una vera passione, come è successo al il mio caro amico Dario Ghiglia che ne è diventato un importante collezionista, trasformando di fatto la sua abitazione a Pagno in una stupenda casa museo. Tra i tanti meravigliosi cimeli che si possono ammirare, ecco il manifesto datato 5 settembre 1993 che annuncia l’appuntamento che tanti a Saluzzo e dintorni ancora ricordano e soprattutto… rimpiangono. Stiamo parlando della 1° giornata VESPISTICA a cui ne seguiranno altre nove, una più bella e indimenticabile dell’altra.
Per raccontare questa epica manifestazione con le sue immagini, colori, odore di miscela, gioia e spensieratezza non basterebbe un libro ma il sunto lo lascio scrivere a Carlo Baravalle che assieme al suo sciame di amici del Vespa club il Vespaio ne è stato il promoter: l’idea nasce nella primavera di quello stesso anno durante una gita a Elva: perché non proporre qualcosa di diverso? Non un raduno statico come tanti altri, ma un vero tour di più di 100 chilometri con partenza e arrivo a Saluzzo.
Si va nelle Langhe… il primo anno siamo in 90 equipaggi, poi 350… 550, 700 sino ad arrivare alla decima edizione con più di 1000 equipaggi! Un successo incredibile che è stato fonte di ispirazione per tanti altri vespisti che sull’onda dell’entusiasmo hanno promosso nuovi club in tutta Italia così come all’Estero.

MA QUANTO È BELLO
ANDARE IN GIRO 
PER I COLLI...
SALUZZESI!
W IL VESPAIO...
precisi in salita,
cattivi in discesa.