Saluzzo: Domenica 7 settembre la benedizione in Duomo a restauro concluso

L'altare dell’Addolorata torna all'antico splendore

Domenica 7 settembre nella Cattedrale di Saluzzo, al termine della Messa solenne delle ore 10.00 per la festa patronale di San Chiaffredo,Mons. Cristiano Bodo benedirà l'altare dell'Addolorata appena restaurato. 
L’intervento condotto dal laboratorio saviglianese di Cesare Pagliero è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo.

Ancora una volta, la Cattedrale dell’Assunta svela significative novità per la storia devozionale e dell’arte saluzzese. 

Ripercorriamo allora le vicende storiche dell’altare, posto alla sinistra della porta che dal deambulatorio conduce alla sagrestia, addossato alla base del campanile romanico dell’antica Pieve di Santa Maria. La prima attestazione documentaria della sua esistenza risalirebbe al 1653, ma è nel 1690 che la Compagnia della Misericordia, essendo retore Carlo Ludovico Perona, ne promuove l’erezione in forma monumentale.  Infatti, sulla pala attribuita da Sonia Damiano a Giuseppe Nuvolone che dal 1691 lo impreziosisce (e che nasconde alla nostra vista lacerti di affreschi di epoca medievale), compare l’emblema della Compagnia: uno scudo ovale a fondo azzurro recante la testa del Battista.

Nel 1694 l’altare dell’Addolorata è ceduto alla famiglia Perona (più precisamente al Canonico Perona e ai suoi fratelli). Nel 1743, all’atto della Visita pastorale di Mons. Porporato, l’altare è di patronato dell’avvocato Giovanni Battista Perona, secondo Antonio Manno luogotenente del Prefetto di Saluzzo. Come ipotizzato da Sofia Villano, tra il 1743 ed il 1793 la struttura dell’altare viene modificata, ma ancora nel 1797, come riporta la Visita Lovera, i patroni sono i Perona. Invece, nel 1869, come dichiara la Visita Gastaldi, l’altare risulta abbandonato dagli antichi patroni.

Il restauro ha riscoperto, sotto uno strato di scialbo, lo stemma dei committenti, al culmine della cornice che racchiude la tela. In una cartella in stucco a C rovesciate sormontata da un cherubino affiora uno stemma bipartito, celato in parte dal cuore trafitto di Maria. La prima analisi dell’arme gentilizia condotta da Sonia Damiano e da Massimiliano Caldera consente di riconoscere gli stemmi delle famiglie Perona e molto probabilmente dei Corvo. Come osservato da Caldera, alla famiglia Corvo appartenne Lucia, madre di Francesco Agostino Della Chiesa, Vescovo di Saluzzo e storiografo sabaudo. Forse non a caso il monumento funebre dell’illustre prelato è posto in deambulatorio, sulla parete antistante l’altare dell’Addolorata.