Busca: La città fa i conti con la carenza di camici bianchi

Un nuovo medico titolare? Non prima di gennaio

Dieci mila abitanti ma nessun medico che possa accogliere nuovi pazienti. È questa la situazione che sta interessando la città di Busca. Il problema sta diventando rilevante anche su tutto il territorio nazionale: in alcune regioni, sono dovuti addirittura intervenire i medici dell’Esercito per poter garantire un’assistenza sanitaria alla popolazione. 

In tanti si sono recato martedì 28 ottobre allo Spazio Incontri di Porta Santa Maria all’incontro sulla sanità locale moderato dal dottor Luigi Domenico Barbero, Direttore della Struttura Complessa Distretto Sud-Ovest dell’Asl Cn1 (foto nella Gallery). Ed è stato lo stesso medico dirigente ad illustrare chiaramente una situazione che a Busca sta portando tanti cittadini a rivolgersi a medici di base che esercitano nei Comuni limitrofi. 

I medici che attualmente esercitano nella città di Busca sono ormai saturi, ovvero hanno raggiunto il massimale degli assisti. Si potrebbe dunque estendere questo massimale? Al momento no, come ha dichiarato lo stesso Barbero: «I medici di Medicina Generale sono già oberati di lavoro e fanno fatica, nella situazione attuale, a dare un’assistenza ai propri pazienti. Abbiamo provato a chiedere di aumentare il massimale da 1.500 a 1.800 pazienti, ma la risposta è stata “no”». 

Tra avvisi andati “deserti” e richieste a decine di medici, tutte le possibili soluzioni tentante per trovare un incarico provvisorio non sono andate a buon fine. Nel frattempo, sta proseguendo l’iter regionale per l’assegnazione dei nuovi medici titolari al Distretto. Ma le prime graduatorie, nella migliore delle ipotesi, non usciranno prima del gennaio 2026. Tuttavia neanche questo potrebbe garantire una titolarità su Busca, visto che il Distretto deve fare i conti con un totale di tredici carenze. 

I servizi completi in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 30 ottobre