Valle Po: Tarasco e i buoni benzina

Corruzione elettorale, c'è il rinvio a giudizio

Con l’imputazione di corruzione elettorale è stata rinviata a giudizio Elisa Tarasco, titolare di un’impresa agricola e candidata di Fratelli d’Italia alle ultime elezioni regionali. 
Insieme a lei è sotto accusa il marito Gabriele Genre, amministratore della Sipre e del rifugio alpino a Pian della Regina.

Il procedimento nei loro confronti si aprirà ad aprile con l’udienza predibattimentale. A far partire le indagini è stato l’esposto presentato, poco dopo le elezioni, dal sindaco di Crissolo Fabrizio Re. Il primo cittadino era stato allertato da una coppia del paese, formata dai coniugi Kanti Fadelli e Daniele Brezzo. I due sostenevano di essere stati avvicinati, il lunedì prima del voto, per la consegna di una busta contenente due buoni benzina da 50 euro l’uno e qualche santino elettorale di Tarasco. Le indagini delegate ai Carabinieri sono andate avanti per mesi nel silenzio, finché i coniugi si sono rivolti a Report, facendo scoppiare lo scandalo.

Dopo la rivelazione, Luciano Mobiglia, un ex allevatore amico e vicino di casa dei Brezzo, aveva confidato in un’intervista di essere stato a sua volta “comprato” con cinquanta euro. La candidata e il marito gli avrebbero chiesto di fare “due parole” in privato, poi lui gli avrebbe dato una banconota da 50 euro, insistendo: «Per aiutare Elisa nei voti».  
 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 27 novembre.