Saluzzo: Uniti nel dono: l'esperienza di padre Maurizio Piazza

Aiutare a combattere la solitudine

Nei corridoi della residenza Tapparelli è una presenza abituale e attesa dagli anziani ospiti. 
Padre Maurizio Piazza, frate del convento francescano di San Bernardino, è il cappellano della struttura. La sua consueta visita del martedì mattina è un momento atteso dagli ospiti per i saluti e i colloqui. Ogni giovedì e domenica mattina, invece, celebra la messa nella chiesa della struttura di Porta Cuneo. Per gli ospiti questa non è solo una celebrazione spirituale: è un'occasione di connessione umana e un antidoto al senso di solitudine che li affligge. 
«Di fronte alla loro condizione di fragilità, gli anziani si sentono disarmati. In questo senso, il mio compito è aiutarli a interagire per dare un nuovo senso alla vita che cambia; tener vivo il loro orizzonte umano attraverso la dimensione cristiana – commenta Padre Maurizio -. Il Vangelo è un veicolo potente di comunicazione e solidarietà tra loro. Giovedì la messa è rivolta agli ospiti del centro diurno, mentre la domenica è partecipata anche dai familiari e dai volontari che hanno il ruolo insostituibile di accompagnare alla funzione chi è in reparto che altrimenti non scenderebbe». 
Padre Maurizio tiene a sottolineare che l'aiuto pratico è assicurato dal personale della struttura e dai volontari. Il vero, profondo bisogno che gli ospiti manifestano è quello di dare un senso alla stagione che stanno vivendo.
L'ascolto diventa la chiave per alleviare la solitudine o il senso di impotenza. Il dialogo con il frate riporta l'anziano alla realtà, ma soprattutto testimonia una presenza costante e affettuosa. L’empatia che si crea nella relazione umana, restituisce un profondo senso di dignità.
Il cappellano ha sempre un sorriso e una parola per tutti, ribadendo: «Non ho la presunzione di voler migliorare la loro condizione, né potrei farlo, ma cerco di ascoltarli e offrire un supporto morale concreto attraverso la presenza, l'ascolto, una visita, un semplice saluto. So quanto sia importante per loro percepire questa vicinanza. Cerco di orientarli verso una dimensione più profonda, ricordando che davanti al Signore non contano le azioni eclatanti, ma ciò che è nascosto e intimo».
Padre Maurizio ha maturato questa particolare dedizione e sensibilità durante un’esperienza di volontariato giovanile, quando scelse di dedicare il suo tempo a una casa di riposo nella città dov’è nato, Forlì. «Intravedevo negli anziani quell’aspetto di servizio alla povertà che non è intesa come penuria di risorse economiche, ma è la fragilità della condizione umana» spiega.
È proprio in questa fragilità che si inserisce l'importanza dell'essere volontari, del personale, o semplicemente visitatori: «offrire tempo, ascolto e un sorriso è la forma più alta di carità che si possa dedicare agli anziani, combattendo quella povertà emotiva e relazionale che spesso è il fardello più pesante della vecchiaia».
Padre Maurizio Piazza, romagnolo (classe 1965) è stato ordinato frate a 24 anni. Appassionato di iconografica, ha studiato arte sacra antica a Bologna. Dopo aver prestato servizio in otto diverse fraternità in Emilia Romagna, a sostegno di malati, bisognosi e nella formazione dei seminaristi, ha portato la sua missione caritativa in Lombardia (Cermenate e Baccanello). Da febbraio 2022 si trova in Piemonte, al Convento di San Bernardino di Saluzzo.