Fermo immagine di Alberto Abbà

Di sole, di mare e di vento

Era rimasto sospeso questo cammino del Salento. Un imprevisto mi fece disfare lo zaino all’ultimo. Ma certi treni ripassano e a questo giro il mio sedile non è rimasto vuoto. Il via a Santo Stefano, nella città di Sant’Oronzo, entrando da quella porta che ti apre alla bellezza. 115km di traccia, effettivi di più, per quella voglia di curiosare, perdersi, esplorare. Colazioni al gusto di pasticciotto e di coccole di chi ti ospita per la notte. Albe seduti su qualche scoglio o fissi all’orizzonte per catturare quell’istante in cui un fremito ti fa sentire vivo.
Passi su terreni differenti, ognuno con il proprio suono a ritmo di fiato e battito, in un tempo che si dilata. Pranzi che escono dallo zaino consumati dove capita. Luce, acqua e paesi con le luminarie. Fari, grotte, mosaici. Colori. Timbri su un passaporto viandante. Tramonti vestiti d’arancione per l’arrivederci a domani.
Due bagni in solitaria in un mare abituato d’estate a corpi bruciati e rumore. Tuffi che se non facevi sembrava di restare orfano di un abbraccio. Docce calde prima di rilassarsi su un letto in lettura o davanti ad una birretta. Gli incontri a cena con chi ha deciso di passare quei giorni camminando. Barbe da fare, capelli spettinati, ginocchia doloranti. Tutti accomunati da zaini pieni, occhi sorridenti e pelle arrossata da sole e vento. Ci si incontra per caso, si scambiano pensieri e numeri di telefono. Si condividono bicchieri e pezzi di vita. Un abbraccio, un augurio e si riparte. 
Laggiù a Santa Maria di Leuca finisce la terra e un percorso, ma ne iniziano altri. 
Il mio finale ha il sapore di un’amicizia e il calore di un’accoglienza in famiglia. Il capodanno è una tavola imbandita di piatti semplici preparati con cura. Di generazioni intorno, fra ricordi e promesse di futuro. La mezzanotte è un conto alla rovescia, annunciato da botti lanciati in aria ed ha la forma di un compleanno e di un sorriso: quello di nonna Lia.
albiabba@libero.it