Brondello: Il progetto per ospitare 24 posti nell’ex ristorante “La Torre” ha acceso l’incontro pubblico del 2 aprile tra residenti contrari e dubbi politici

Ombre di abusi edilizi sul centro migranti?

In paese la tensione è alta dopo la notizia che l’ex ristorante “La Torre” potrebbe trasformarsi in un Centro di Prima Accoglienza (Cpa) per 24 migranti. Un progetto che piove sulla testa del piccolo comune della Valle Bronda, scatenando la reazione dei residenti e lo scontro politico. Durante l’incontro pubblico promosso dall’amministrazione, il 2 aprile nella sala polivalente, il no della cittadinanza al progetto è stato unanime. Circa 160 presenti, più della metà dei residenti, confermano quanto il tema sia sentito dalla cittadinanza.
In base a quanto riferito dal sindaco Radosta, la scorsa estate la Prefettura ha indetto un bando per la creazione di 1.470 posti di accoglienza in provincia. La Cooperativa Oltremare è risultata vincitrice della gara con il progetto per la realizzazione di un Cpa nell’ex ristorante, attualmente di proprietà di Anna Maria Arnaudo e del figlio Ivano Maero. 

La struttura di Brondello dovrebbe ospitare fino a un massimo di 24 adulti, esclusivamente uomini.
Un numero che, se rapportato alla popolazione residente, rappresenta il 10% degli abitanti. «Sarebbe irrazionale pensare che aprano una struttura per 8 o 10 persone», ha spiegato il primo cittadino durante l’assemblea. «Se il bando parla di 24, dobbiamo aspettarci che arrivino tutti».

Il Sindaco sostiene che l’amministrazione non sia stata preventivamente informata dell’iniziativa. 
«Com’è possibile che tutto questo accada senza passare dal Comune?», è stata la domanda ricorrente tra il pubblico.

Il consigliere di minoranza, Dora Perotto, parla di un pregresso incontro informale tra il sindaco Radosta e il rappresentante della cooperativa in cui il primo cittadino, di fronte alla necessità di ospitare braccianti stagionali, avrebbe proposto l’utilizzo dell’ostello comunale, dimostrando così un’apertura alla cooperativa.
Durante la serata, circolava l’ipotesi che nell’ex ristorante fossero già iniziati interventi senza le dovute autorizzazioni. Un sospetto che ha trovato conferma nelle parole del sindaco Paolo Radosta: «Abbiamo accertato l’avvio di lavori non autorizzati e disposto l’immediata sospensione. Venerdì scorso è stata rilevata una nuova movimentazione, subito segnalata alle Forze dell’Ordine». 

Tra il pubblico è emerso il nome del prosindaco di Castellar, Eros Demarchi, in qualità di consulente tecnico incaricato dalla proprietà per la regolarizzazione dell’immobile. 
La partita si gioca ora sul fronte urbanistico. La struttura è accatastata come ristorante, mentre la cooperativa avrebbe bisogno di una variazione di destinazione d’uso come struttura ricettiva. 

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 9 aprile. 
 
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