Saluzzo: Tra le opere presenti alla mostra d'Antiquariato, anche un Paul Troger acquistato da Hitler nel 1943

Una Natività del Führer

Adolf Hitler aveva un cuore? Certamente no. Aveva però un’ossessione divorante per l’arte, un delirio estetico da artista deluso che lo spinse a saccheggiare l’Europa per nutrire il sogno di una gigantesca cattedrale della cultura ariana. 

Ma il destino, a volte, si fa beffe dei peggiori criminali. Oggi quel totalitarismo estetico è polvere, mentre la bellezza sopravvive e tra i corridoi della Mostra dell’Antiquariato di Saluzzo fa il suo debutto una straordinaria tela settecentesca proveniente dalla Galleria Macrì di Torino, un’opera d’arte totale che ha resistito indenne all’inferno del nazismo.

Dietro i colpi di luce di questo dipinto si nasconde una storia avvincente che comincia nel marzo del 1938 con l’annessione dell’Austria: i nazisti depredano il Land di Salisburgo. Il dipinto finisce sul mercato e il 14 marzo 1943 viene acquistato personalmente da Hitler tramite il mercante d’arte berlinese Grosse, per la cifra di 7.500 marchi.

Il piano era chiaro: la tela doveva far parte del Führermuseum di Linz, il colossale museo voluto dal Cancelliere come massima sintesi dell’arte del popolo e baluardo propagandistico contro le avanguardie “degenerate”. Quel museo non vide mai la luce.
Finita la guerra, inizia la seconda vita del dipinto: il 18 gennaio 1952 la tela viene restituita al governo austriaco e depositata nel Monastero di Mauerbach, entrando a far parte del leggendario “tesoro di Mauerbach”. Rimasta senza proprietari o eredi legittimi per decenni, nel luglio 1995 una legge speciale del Parlamento austriaco ne decide la vendita. 

Nell’ottobre del 1996, un’asta storica battuta gratuitamente da Christie’s disperde il tesoro: i proventi vengono devoluti interamente a beneficio delle vittime dell’Olocausto.
 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 21 maggio. 

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