Cronaca: Un marito è alla sbarra

Violenze domestiche nella comunità sikh

Si parla di violenze domestiche, ma anche di umiliazioni inflitte alla moglie, nel processo contro un indiano di confessione sikh denunciato per maltrattamenti. La coppia, ora divorziata, risiedeva insieme ai figli in un comune agricolo della pianura tra Cuneo e Saluzzo.

«Lui diceva che la donna deve stare sotto i piedi dell’uomo» racconta una conoscente e connazionale della coppia, parlando delle occasioni in cui avrebbe notato lividi e segni addosso alla signora. Non erano amiche e nemmeno parenti, precisa, tuttavia lei si era confidata dicendo di essere stata picchiata: il marito le avrebbe perfino infilato la testa nel gabinetto di casa.

«Ha detto anche che una volta in cui lei era troppo stanca per fare sesso, lui aveva iniziato a dirle le parolacce e a picchiarla» aggiunge la testimone. La difficoltà nei rapporti intimi è menzionata a sua volta dall’imputato, come giustificazione rispetto alla richiesta di divorzio, tuttavia l’uomo nega di aver mai alzato le mani: «Volevo rapporti sessuali, – ha detto – se non lo faccio con mia moglie con chi dovevo?».

Un’assistente sociale del Consorzio Monviso Solidale afferma che la signora, almeno nei primi tempi, «faticava tantissimo a parlare di maltrattamenti». «Nei colloqui è arrivata a dire che il marito la picchiava e picchiava anche i figli, l’ha accennato più volte, ma aveva difficoltà ad approfondire». Un episodio in particolare aveva incrinato, più delle stesse violenze, il rapporto coniugale: era accaduto che nel 2021 lei era tornata in India con il figlio più piccolo, per partecipare al matrimonio del fratello. A causa del Covid il viaggio di ritorno era stato posticipato, ne era nato un dissidio col marito: il cognato l’avrebbe addirittura aggredita e i familiari di lui le avrebbero quindi sequestrato i documenti. 

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 28 maggio.