Villa Belvedere Radicati a Saluzzo, in via San Bernardino 17, ospita “Immagini dell’anima – Astrazioni fotografiche”, la mostra personale di Maurilio Pagnone (Milo) curata dall’associazione Arte Terra Cielo, dal 17 maggio al 26 luglio.
Artista nato a Carmagnola nel 1977 e residente a Pancalieri, Pagnone ha studiato all’istituto tecnico per arti fotografiche Bodoni di Torino, specializzandosi successivamente in design allo Iaad. Dal 2007 espone in mostre collettive e personali tra Torino, Pinerolo e altre città italiane, sviluppando negli anni una ricerca artistica che unisce fotografia, pittura e sperimentazione visiva.
La mostra saluzzese presenterà la quinta serie inedita delle sue “Astrazioni fotografiche”, un percorso che raccoglie circa una cinquantina di opere tra pittura fotografica, fotografia astratta e pittosculture. Le opere avranno dimensioni variabili, dai piccoli inchiostri datati 2005 fino ai grandi pannelli realizzati con tavola grafica datati 2021. Accanto alle fotografie saranno presenti anche alcune opere di “pittoscultura”, realizzate nel 2018 utilizzando materiali industriali e polpa di cellulosa trasformati in paesaggi e bassorilievi contemporanei, ispirati alle “Città invisibili” di Italo Calvino.
La ricerca di Milo ruota attorno ai concetti di percezione e pareidolia, ovvero la tendenza del cervello umano a riconoscere forme e immagini familiari all’interno di elementi casuali. Un lavoro artistico che mette al centro il rapporto tra realtà, immaginazione e interpretazione personale dello sguardo.
Biglietti: intero 5 euro. Ridotto 3 euro. Gruppi e scuole, da 10 a 17 anni e oltre 65 anni; gratuito: tesserati associazione “Arte, Terra e Cielo”, under 10.
Orari: domenica e festivi 10-13 e 14-19. Info: associazione.arteterracielo@gmail.com o 351-5718472.
Altre mostre
Proseguirà fino al 27 giugno “Tempo periodico”, la nuova mostra personale dell’artista Anna Valla allestita nell’Associazione Culturale Il Fondaco di Bra. Curata da Toti Carpentieri, l’esposizione offre al pubblico una riflessione profonda sulla memoria, il segno e la materia.
Anna Valla, saluzzese, debutta nel mondo dell’arte torinese negli anni ‘70 e dopo la sua prima personale nella Galleria Other di Bologna nel 1979 inizia una carriera espositiva che la porta a realizzare mostre personali e collettive di successo, in Italia e all’estero. Artista talentuosa, la sua cifra stilistica parte da una solida base concettuale, per evolversi nel tempo verso una pittura colta e stratificata, capace di superare il rigore intellettuale puro per abbracciare una dimensione più materica e lirica.
La sua indagine artistica si concentra spesso sulla scrittura come segno visivo e sulla sovrapposizione di trame che richiamano la memoria e il trascorrere del tempo, tra processi di scavi e riscritture, un esercizio di pazienza e sensibilità che trasforma la tela in un diario aperto, dove il silenzio e la parola si fondono in un’unica forma espressiva.
*****
Prosegue, alla Fondazione Accorsi-Ometto di Torino la mostra su Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma. Curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, la rassegna offre un’occasione inedita per riscoprire la fase giovanile e la formazione di un artista eccentrico, capace di fondere le radici piemontesi con le suggestioni del Rinascimento centro-italiano.
Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni e vanta oltre cinquanta opere provenienti da prestigiose istituzioni. Info: 011 837 688 int. 3, info@fondazioneaccorsi-ometto.it, fondazioneaccorsi-ometto.it.
*****
Prosegue fino al 28 giugno, al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, la retrospettiva «Chiharu Shiota: The Soul Trembles», ideata da Mami Kataoka e curata con Davide Quadrio, una mostra di successo che sta incantando ogni pubblico.
Disegni, fotografie, sculture e installazioni ripercorrono l’opera dell’artista giapponese, celebre per le sue architetture di fili intrecciati che trasformano lo spazio in ambienti sospesi e suggestivi. Il percorso esplora temi universali come memoria, identità, vita e morte, restituendo un linguaggio poetico e inquieto al tempo stesso.